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Salviamo L’ “homo Audience”

Salviamo l’ “homo audience”

Qualcuno ritiene eccessiva e apocalittica la mia propensione a scrivere di
catastrofe climatica, di distruzione dell’ambiente, di new crime economy.
Qualcuno si complimenta quando le peggiori previsioni dei miei libri si
avverano, come se fosse una gran soddisfazione. Ma quanto sta avvenendo, molti
lo avevano previsto e denunciato con ben maggiore competenza e
scientificità del sottoscritto.
L’alluvione del Nord-Ovest è frutto di due atteggiamenti criminali che si
moltiplicano a vicenda. Da una parte la nuova economia globale, detta anche
econosia o phew economy, ovvero scienza del disprezzo dell’ambiente. Questa
dottrina avida e sfrenata, che più che a Adam Smith sembra ispirarsi a
Charles Manson, sta mutando il clima del globo, trattando la risorse terrestri
come se fossero un mercatino all’aperto, e non un bene collettivo. Governi e
istituzioni assistono complici, o impotenti.
Lo spirito di questa ecofollia, ben pubblicizzato dai media, avvelena le
economie locali, i piccoli imprenditori, chiunque dovrebbe guadagnare o produrre
con qualche responsabilità o limite.

Da una parte inquinamenti di interi laghi russi, disboscamento di foreste
amazzoniche, atomiche francesi, inquinamento da riscaldamento in Cina,
esperimenti di guerra chimica e suolo farcito di plutonio in Usa, scarico di
veleni in mare e nel terzo mondo, buco dell’ozono, inquinamento
elettromagnetico, proliferare del Dio Auto. Dall’altra discariche abusive,
incendi dolosi, fabbriche chimiche fuori dalla norma, cementificazione, lavori
di ripristino dimenticati, appalti mafiosi, città strangolate dal
benzene.
Piccoli Crimini di avidità che imitano il Grande Crimine celebrato in
Borsa, il predicatore pazzo che insieme alle Tv domina un mondo dove ognuno ha
rinunciato alla responsabilità individuale, per consegnarsi a
irresponsabilità globali. Siamo farciti di satelliti, internet e
cellulari, ma non sappiamo più salvare un bosco, un fiume, o un campo, e
così ci prepariamo all’ultimo grande regalo della tecnologia. Quando
finirà il mondo, ce lo potremo dire subito e in tanti modi, con e-mail o
web cam, al ralenti o col videofonino Umts (sigla per Ultimo Modello di Telefono
Superfluo). E l’ultima cosa che vedremo prima dello schianto finale, sarà
una bolletta.
Questo non solo per colpa del governo insipiente o dell’avida multinazionale, ma
anche dei media che virtuosamente, a ogni disastro passano dalla parte degli
accusatori, pur essendo spesso e volentieri il motore celebrante degli
ecodistruttori. Non solo quando c’è fuoco o fango, i telegiornali e i
giornali dovrebbero preoccuparsi della situazione ambientale. Tra uno spot e
l’altro, potrebbero criticare lo strapotere della phew economy, pubblicare i
rapporti del Wwf, dei meteorologi giapponesi e svedesi, della Commissione
mondiale geologica e di tanti altri. Un consiglio, caro direttore: oltre a Borsa
No problem, fai un inserto Ambiente Big problem in cui ogni settimana si parli
di queste cose, non solo per salvare la pur simpatica e nobile foca monaca, ma
anche l’aostano di montagna, il ferrarese anfibio, l’esquimese mercuriato, il
pescatore sardo, l’africano disidratato, insomma tutti gli esemplari minacciati
della razza denominata “homo sapiens”, attualmente “homo
audience”.
Meglio essere pessimisti prima che rassegnati dopo: potrebbero esserci altre
alluvioni quest’inverno in Italia. La protezione civile dovrebbe essere dieci
volte più numerosa e preparata. Viviamo una nuova condizione climatica in
cui le vecchie regole di rischio non valgono più. Servono organismi che
impediscano all’avidità della phew economy di peggiorare la situazione,
bisogna ascoltare le parole d’allarme lanciate da serissimi studiosi in tutto
il mondo. Nel duello elettorale non sentiamo sprecare molte parole per questi
problemi. Il pataccaro ceronato e il cicciobello parlante sembrano due pugili
che usano le parole “vincere, abbattere, eliminare” molto più
di “salvare, ricominciare, aiutare”. Poiché sono occupati al
trucco, gli diamo noi qualche idea per la campagna elettorale.

Polo

L’onorevole Berlusconi, dopo aver scoperto con stupore l’esistenza dei
terremotati, ha detto che è una vergogna che ci vogliano sei anni per
avere una casa nuova. Lui ha comprato Arcore in due giorni. Perciò il
commissario alla ricostruzione sarà Previti. Ha aggiunto che
aiuterà l’Umbria anche se è zona rossa, perché lui non
è fascista e conosce benissimo la storia della resistenza, anzi è
pronto a fare un dibattito in Tv con Matteotti. Inoltre, quando vincerà,
come dicono i sondaggi che gli danno ormai il 134% dei voti, risolverà in
un colpo solo i problemi ambientali e dell’economia. Tutti gli italiani potranno
acquistare a prezzo stracciato una macchina blindata Berlucar e un telefonino
Mediatel. Dentro questo semovente paradiso potranno vivere con sicurezza e
spostarsi. Col videofonino potranno vedere le Tv Mediaset, ordinare la spesa
alla Standa, partecipare a un’asta per un Raffaello, masturbarsi a distanza,
entrare negli spogliatoi del Milan per vedere gli atleti che pisciano. In caso
di alluvione l’auto galleggia, in caso di terremoto rimbalza, in caso di
incendio basta chiamare 888734, un servizio privato di Canadair gestito da
Piersilvio. In quanto all’ambiente, l’Italia diventerà un’azienda
open-space, e se ci saranno infiltrazioni d’acqua o crolli o fughe di gas,
nessun problema: il paese sarà assicurato con una polizza globale
Mediolanum.
L’onorevole Bossi, intervenendo a una manifestazione contro il cuscus nelle
mense scolastiche, ha detto che la congiura massonica delle nutrie polesane
comuniste e degli argini froci deve cessare. Il Po verrà deviato con
apposite tubature, verso la Ciociaria, da dove potrà alluvionare il Sud.
Per i terremoti, che come è ovvio sono dati dall’eccessivo peso che grava
sul nostro suolo, basterà alleggerire l’Italia di un milione di
immigrati. In quanto agli incendi, pena di morte per chi appicca, a meno che non
dimostri che nel bosco erano accampati degli zingari.
L’onorevole Fini, portaringhio ufficiale di Bossi, ha detto che le parole di
Bossi sono state mal interpretate, e che la politica ambientale di An
sarà ispirata alla tuta mimetica. Fare finta di niente, mandare avanti
gli altri e poi arraffare il maggior bottino possibile di appalti.

Ulivo

Cicciobello Rimonta, ovverossia San Francesco Rutelli ha detto che sui problemi
ambientali l’Ulivo ha un programma dettagliatissimo. Verranno organizzate
cinquanta maratone in cinquanta città italiane. La maratona sarà
obbligatoria, ed essendo prevista la morte di circa il quaranta per cento dei
concorrenti, il traffico risulterà snellito. Inoltre su tutte le auto
verrà affisso un adesivo “attenzione, inalare dalla marmitta
potrebbe nuocere alla tua salute”. Verranno organizzati dieci concerti
anfibi di beneficenza, una partita di pallanuoto tra la nazionale Vip e la
nazionale fiocinini e una caccia all’anguilla (nel senso del pesce, non di Di
Pietro). Pavarotti si è già offerto per organizzare
ventiquattr’ore di diretta televisiva da una chiatta, ma dal Polesine gli hanno
detto che se verrà sul posto, preferirebbero usarlo come argine.
Il Magistrato del Po sarà ristrutturato e allargato, e verrà
trasformato nel Magistrato del lago del Po. Rutelli ha poi difeso l’operato dei
sindaci e delle nutrie, e ha detto che in questo momento l’Ulivo deve ritrovare
la sua anima unitaria e laica. Perciò, contro i crimini dello
sfruttamento economico e il guasto ambientale, è stata indetta la prima
giornata di preghiera ulivista. I bestemmiatori potranno partecipare solo
tramite e-mail.

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