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La New Inquisition Di Don Fobio Copriti

La New Inquisition di don Fobio Copriti

L’Italia, dopo esser entrata in Europa, è riuscita a entrare anche in
Vaticano. Una pioggia di catechismi, predicozzi, scomuniche, anatemi e divieti
si è abbattuta non già sulle coscienze dei cattolici, ma sulle
istituzioni di uno Stato ex-laico. Anche noi vogliamo partecipare a questa
genuflessione collettiva, ospitando l’intervento dell’arcivescovo Don Fobio
Copriti. L’arcivescovo Copriti è il capo della new inquisition, dottrina
moderna che alla tortura preferisce il martellamento mediatico, nonché
presidente della Fiss, federazione italiana safari alla strega e membro della
Commissione sessualità e territorio, lavoro per il quale è stato
recentemente insignito dell’onorificenza della Gran Mutanda.
Come inquisitore ed esorcista, ha disputato contro le possessioni sataniche ed
erotiche novanta incontri, con un record di ottantotto vittorie, un pareggio con
Andreotti e una sola sconfitta. In seguito a quest’ultima, è rimasto
indiavolato e ha lavorato per un anno come spogliarellista in un locale
romagnolo. Recentemente è tornato al suo incarico, anche se qualcuno
maligna che nei suoi scritti restino tracce dello choc subito.

* * *

Io Don Fobio Copriti, fiscale della Santa Inquisizione, accuso davanti a me
medesmo Reverendo inquisitore il qui contumace lettore di Repubblica per aver
abbandonato la fede di stato e diabolicamente aderito seguendo dogmi falsi e
scandalosi alle seguenti eresie: pornocatara, negromantica, giudaica, manichea
borborita, marxisto-genetica, profilattico-valdese, neobegarda, pepuziana
antipapale, priscilliana, basilidiana, saracena e margherita con funghi.
Nell’impossibilità di torturarlo decenter e di addurlo in ceppi, gli
lancio contro un anatema terra-aria di terzo grado, acciocché si penta e
ammetta la sua nefaria possessione. Nel far ciò userò linguaggio
acconcio e moderato come nello stile della moderna new inquisition.
Branco di pipparoli peccaminosi e scrofe laiche che accostate i vostri occhi
impuri a questa esecranda pergamena, già vi vedo coi vostri membri
intostati e le cricete ingorde pronti a spargere ferormoni nell’aere e a
accoppiarvi nelle seicentosette posizioni della porcomixomachia dell’arcidiavolo
Pelvis (le mie preferite sono la centosei, il gomitolo d’amore e la
trecentododici, la pecorella smarrita).
Ma guai a voi, turgide tentatrici e fauneschi insidiatori, poiché in
materia di sessualità la dottrina della Chiesa è precisa come il
più affilato dei rasoi!
E’ lecita la copula solo quando si ha procreazione, e procreazione havvi solo
per copula, mentre in tutti gli altri casi bisogna resistere, secondo le cinque
defensiones prescritte da Santa Annalisa, la santa dalla guepière di
ghisa e San Anacleto, il santo che per non peccare lo mise sottaceto.
Prima difesa è la defensio immobilis, che intima due virtuose azioni. La
prima, proteggere nunc et semper il patrimonio immobiliare della Chiesa, il
più ricco dell’orbe terraqueo. La seconda, l’obbligo di rimanere, durante
la copula, perfettamente immobili a distanza di tre metri. Questo, a meno di
immonde prodezze balistiche, riduce grandemente la possibilità di
gravidanza.
Viene poi la Defensio medicalis. Guai a usare medicamenti contrari al modus
naturale! Non è ammesso prendere la pillola del giorno dopo perché
è abortiva, ancor peggio la pillola del giorno prima, perché ne
deriverebbe un piacere senza procreazione, e non si può ingerire la
pillola durante l’atto, perché è scomodo (anche se a me, ad
esempio, piace moltissimo trombare mangiando popcorn).
E’ proibito il preservativo perché non è corredo organico
naturale, altrimenti Dio ci avrebbe fatto il pistolino loricato col cappuccio,
come le biro. Non è lecito usare la spirale perché potest causare
forti vertigini allo spermatozoo. La masturbazione è concessa soltanto
sulle isole in caso di forte maltempo e traghetti interrotti.
Havvi poi la Defensio catodica. Per non incorrere nella tentazione di copulare,
conviene guardare molta televisione. Primum, poiché video deprimit
libidinem, secundo, perché vi si possono vedere programmi edificanti e di
grande efficacia anticoncezionale. Ad esempio la leggenda di San Giulio
miracoloso, che invece del lebbroso baciò il mafioso, o di Santa
Raffaella che col canone degli utenti riunifica i parenti. Ma soprattutto le
apparizioni del Santo Padre che benedice, che scia, che guarda il concerto rock,
che si addormenta alla partita di calcio, che procede sulla papamobile e sul
papajumbo. Se è vero che Gesù non si preoccupava dell’audience e
parlava anche a pochi, un moderno pastore d’anime deve invace grandemente curare
l’audientium partitio (in latino “share”).
E non si dimentichi la Defensio sanguinis. Dato il grande afflusso di emoglobine
barbare che ha invaso il territorio Vaticano e l’annessa periferia italica,
bisogna impedire la diffusione e il contagio di moschee, muezzini, odalische,
matrimoni misti, coppie cinediche, adozioni spurie e proliferare di meteci.
Perciò seguendo l’ortodossia bossico-biffica anche noi diciamo: beati gli
ultimi arrivati, perché saranno i primi a ripartire.
Postremo, ecco la Defensio educationis. Se vincerà San Silvio martire, il
santo con la chioma retrattile, noi decreteremo una santa controriforma
scolastica. Poiché siamo rispettosi degli equilibri laici, verrà
mantenuta l’ora di religione. Ci sarà un’ora di religione e poi una di
matematica, poi una di religione e una di italiano e così via. Non si
dica che esageriamo.
E ora inginocchiatevi, bruciate questo fogliaccio demonolatra, e sarete absolti
da peccati singoli e cooperativi, lodi arbitrali e case abusive, corruzione di
giudici e logge criminose e, quel che più conta, scamperete alla tortura,
al rogo e alla confisca dei beni. Vi lascio con questa parabola
ammaestratrice.

* * *

Dopo questo andò Gesù oltre il mare di Galilea, tra naufragi
chimici e chiazze di petrolio, e seguiva lui gente molta, anche se non
paragonabile alle cifre del Giubileo. Or salì al monte Gesù e
lì sedette coi discepoli suoi, dodici.
Alzati dunque gli occhi Gesù, e visto che dimolta gente veniva a Lui,
disse a Filippo:
– Onde compreremo di che sfamarli?
E Andrea acquistò da un venditore ambulante di sospette fattezze
extracomunitarie cinque pani d’orzo e due pesci, ma la gente era tanta e Matteo
disse che essi ne avrebbero avuto meno che un minuzzolo.
– Li moltiplicherò in varie guise – disse Gesù
– Per me pancarrè e salmone affumicato – disse Tommaso, che era di gusti
lassi e raffinati.
Gesù non lo degnò di uno sguardo, giunse le mani invocando santa
Beatrice, la santa fotocopiatrice, prese i pani e i pesci e s’apprestava a
moltiplicarli quando apparve a lui dinanzi un Arcisacerdote inquisitore, vestito
di oro e porpora, e gli disse:
– Nazareno, non osare clonare, si comincia coi pani e i pesci e si finisce coi
miscugli genetici, il sesso in vitro, Blade Runner e le bambole gonfiabili.
Pur non intendendo il linguaggio astruso e post-aramaico dell’Arcisacerdote,
Gesù rispose:
– Mi sembra importante che costoro mangino, lo faccio perciò a fin di
bene.
– Queste sono pratiche genetiche e stregonesche, l’unica moltiplicazione da noi
consentita è quella delle rendite. Nessun nuovo pane o pesce
nascerà, perché tratterebbesi di spermateisfora, fecondazione
eretica, a distanza e senza contatto.
– E come la mettiamo con lo Spirito Santo? – disse alquanto arrabbiata Maria,
madre del Nazareno, che da tempo covava quell’assillo.
– Quello lo abbiamo arrestato ieri – disse l’Arcisacerdote ghignando – con
l’imputazione di fecondazione artificiale, adulterio e rotta aerea non
autorizzata.
– Posso almeno predicare? – sbuffò Gesù.
– Aspetti la troupe televisiva – disse l’Arcisacerdote – per chi vuole parlare,
per poche migliaia di pezzenti?
Allora Gesù e gli apostoli se ne andarono e capirono che quello che
stavano insegnando sarebbe rimasto nel cuore, nella coscienza e nelle azioni
generose di molti, ma nell’animo di altri sarebbe diventato potere,
intolleranza, razzismo e roghi. Ma poiché Gesù era un bel
caratterino, fece un miracolo ittico-eretico e in cielo misteriosamente
apparvero una pagnottona toscana e una carpa di trenta chili, e precipitarono
sulla testa dell’Arcisacerdote, facendone paté. Questo non è
riportato in alcuna scrittura, ma ve lo garantisco io, come è vero che
sono l’arcivescodiavolo Fobio Azazello Stregatto Amelia Scopriti, amen.

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