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Caro Agnelli Ti Scrivo

Caro Agnelli ti scrivo

GENTILE signor Agnelli, le scrivo perché lei è un capitalista illuminato, anche
se la sua bolletta della luce la paghiamo noi. Vorrei dirle che c’è qualcosa che non mi
convince nel mondo della pubblicità automobilistica. In questo Videoparadiso dei
guidatori vedo auto che percorrono strade di campagna, litoranee assolate, viottoli nel bosco
e mai, dico mai una fila, una colonna, un ingorgo. Non incontrano camionisti in sciopero,
lavori stradali, code ai caselli e sorpassisti isterici, ma graziosi animaletti quali
ranocchiette elefantini e leprotti, mentre nel mio abitacolo io trovo tutt’al più
qualche tafano. In altre auto c’è qualcuno che fa yoga, altre caricano autostoppiste di
bellezza inaudita, altre volano o passano sotto l’asfalto come talpe.

MAI, dico mai, ne ho vista una penare alla ricerca di un parcheggio, perché si fermano
tutte magicamente nel parco di una villa. In uno spot ho visto una donna che guarda il marito
lavare la macchina e viene colta da un raptus erotico, io ho lavato tutta estate la Prinz in
mutande, ma non mi è accaduto niente di simile. Ci venda queste auto magiche, senatore.
Nel videoparadiso non si vede, ma ogni weekend crepano cinquanta persone perché hanno
scelto l’itinerario sbagliato, l’Autosole invece che la stradina nel bosco. Perciò,
signor Agnelli, dove si compra l’optional Eliminatraffico, Caricalapupa o Veralibertà?
Dove si trova questa villa con ampio parcheggio? E lei mi assicura che se faccio lo yoga in
macchina non mi multano? E come ultima domanda, quale è il tasto segreto per trasformare
un’ auto in tigre, in asso del calcio o in top model, perché l’unica trasformazione che
fa la mia è in torta alla panna, quando la posteggio in zone piene di piccioni. Insomma,
mettete subito in commercio questi nuovi modelli e spiegateci come si fa a uscire dal garage e
trovarsi subito in riva al mare senza chilometri di fila. Se no ha ragione il mio meccanico,
quando dice che la pubblicità ha diritto di prendere un po’ per il culo i clienti, ma
voi delle automobili state esagerando.

* * *
Gentili Tim e Omnitel: la spiegazione dei
vostri nuovi numeri a dodici cifre è chiara come Previti quando parla dei suoi conti
esteri. Ma vi scrivo per un altro motivo. Avendo sentito negli spot, seicentoventisettemila
volte la canzone «Con te partirò» del simpatico signor Bocelli, vorrei
invitarlo a quanto segue:
a) se l’invito è rivolto a me, ho la valigia pronta da
mesi…
b) se vuole partire con qualcun altro, si decida, perché ne abbiamo due
palle così, anzi, con la nuova numerazione 06/2 palle così.

* * *
Egregia
commissione controllo bollicine: avendo notato che nella pubblicità chi beve bibite e
acqua minerale ha un notevole miglioramento d’umore, scherza, salta e ride con entusiasmo
vicino al rimbambimento, ho provveduto a acquistare una cassa di acqua frizzante per mio nonno.
Speravo così di distoglierlo dalle tossiche dosi di vino che ingurgita ogni giorno.
Dopo aver bevuto una sola bottiglia di una celebre acqua, mio nonno ha tirato un rutto lungo
come il
Bolero di Ravel ed è sprofondato in una tale depressione che temo fortemente
per la sua vita. Dove abbiamo sbagliato?

* * *
Gentile ditta Ulivo: tempo fa, convinto
dalla vostra compagna marketing, vi votai. Contavo sulla tradizione di dibattiti, sezioni,
assemblee della sinistra italiana per poter dire la mia sulla conduzione dell’azienda. Ora vi
vedo passare da una verifica all’altra e non capisco più se siete un governo o
un’officina di gommista. Conoscete ogni sfumatura del pensiero di Mastella, ma non vi
interessa più conoscere il pensiero di chi vi ha votato. Quando vi si critica, siete
dialettici come Maldini e reattivi come Burlando. Potete nascondervi dietro nuovi simboli,
Costituenti e Concerti in piazza, ma la verità è che state diventando una
vecchia azienda a conduzione padronale proprio come quella del Gran Maestro dell’opposizione,
che non è mai stato tanto florido e arrogante. State sempre tra di voi rintanati in
vertici, riunioni, salotti televisivi e meeting eremitici. Cosa vi ha fatto la base, che una
volta amavate tanto? Di porte chiuse, logge massoniche e ragion di Stato e partito, abbiamo
fatto indigestione per quarant’anni. Siate più trasparenti. Un po’ di Glasnost, come
dicono nella Nato.

* * *
Gentile signor garante dell’editoria: mio figlio Gaetano ha
avuto una relazione con una signora sposata, è stato sorpreso dal marito e insieme sono
rotolati dal terrazzo in mezzo alla strada. Non lo dico perché è mio figlio, ma
modestamente tutto il paese ne ha parlato. Ebbene, ancora nessuna trasmissione televisiva
né regista né impresario porno si è ancora fatto avanti per lanciare mio
figlio nello spettacolo. È un bel ragazzo (allego la foto), è disoccupato e non
è la prima volta che combina casini, e allora? Non voglio pensare che anche qui ci
vogliono le raccomandazioni.

* * *
Egregia industria dolciaria: la mia famiglia ha visto
più volte lo spot dove un ragazzo in dolce intimità con una ragazza, alla fine
preferisce comprare un gelato piuttosto che un preservativo. Da allora mio marito ha sostituito
l’unica prestazione settimanale con un cono al pistacchio. Mia figlia è rimasta incinta
e mio figlio si masturba dentro al frigo. Vi citerò per danni.

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