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Il Carteggio Segreto Del Palazzo

Il carteggio segreto del Palazzo

Il governo biduista, ovvero Berlusconi due, ha avuto una gestazione lunga e
travagliata, mettendo alla luce ben 25 ministri. Ma non è finita qui,
come dimostra questo carteggio tra Silvio e i suoi alleati.

Henry Kissinger

Caro Silvio: un buon team, atlantico e misogino, ma si può fare di
meglio. Come ripeto sempre nella mia decennale attività di golpista, non
c’è governo estero che un intervento Usa non possa migliorare. Bene i
ragazzi di An e bene Tony Martino, era uno dei Chicago boys, ricordo sempre che
preferiva stare in banco con Al Capone piuttosto che con John Belushi. Attento a
Tremonti, è un quick-change artist, cambia giacca più in fretta di
una top-model. In quanto a Ruggiero ministro degli esteri, non basta. Gli Usa
non sono mica degli “esteri” qualsiasi. Vogliamo un ministro per i
rapporti con gli Usa, il vecchio Gelli è l’uomo ideale. Il tuo
“mister I” Stanca va bene, ma è un uomo Ibm. Anche le altre
multinazionali vogliono un ministero. La Microsoft suggerisce un figlio di Bill
Gates nato durante una vacanza a Amalfi, Peppiniello Gates. La Hewlett Packard
vuole il suo robot HP 23 e per la Toshiba scegli tu. Poi c’è il problema
della Cia. Non possiamo continuare a intervenire nel vostro paese camuffati e in
segreto, la clandestinità costa. Vogliamo un ministro ai rapporti con la
Cia, ma siccome non possiamo chiamarlo così diamogli un nome sfumato:
Ministro alle Ingerenze Interne. Andrebbe bene Gasparri, o Charlton Heston. Ti
saluto e ti ricordo che questi non sono consigli ma ordini.

Caro Henry, obbedisco. Peppiniello Gates sarà ministro dell’Innovazione
informatica, HP 23 della Tecnoinnovazione e per la Toshiba ho scelto
Martusciello che non sapevo proprio dove mettere, sarà ministro del
Controllo antivirus. Ok per Gelli, ma per Gasparri c’è un problema.
Togliendolo dalle Comunicazioni sbilancio gli equilibri tra gli alleati,
dovrò tripartire il Ministero delle comunicazioni e avremo tre diverse
liste di epurazione Rai, rischiano di restare solo Vespa e Topo Gigio. Comunque
obbedisco: affiderò a un tecnico, Taricone, il ministero delle
comunicazioni in italiano, alla Lega le comunicazioni a gesti e al Cdu le
comunicazioni con l’aldilà, sono in ballottaggio il mago Otelma e Casini.
Se Casini opta per il ministero, Otelma guiderà la Camera. Così
siamo a trentacinque ministri. Sono o no un abile statista?

Gianni Agnelli

Caro Silvio: ho visto la lista dei ministri e devo dire che non sono
soddisfatto. Alla mia età dar via la trazione posteriore, come ho fatto
io con te, è un sacrificio che va ricompensato. Non mi basta Ruggiero.
Anzitutto ho fatto cambiare idea a Montezemolo. Gli ho spiegato che tra
venticinque stipendi e ventisei non cambia nulla, tanto le tasse non glie le
faremo pagare. Ti propongo questo: Lunardi farà le strade e le gallerie
per gli utenti, e Montezemolo si occuperà dei problemi delle macchine.
Qualche dosso per rompere le sospensioni, qualche ingorgo per le frizioni e i
tamponamenti, qualche strettoia in più, il limite di velocità dei
duecentottanta. Insomma non è che d’ora in poi il traffico debba essere
perfetto e le ferrovie funzionanti, se no le macchine non si rompono e io sono
rovinato. Quindi Montezemolo ministro al Ricambio automobilistico. Poi mio
fratello Umberto vorrebbe l’ambiente, gli piace tanto la barca, potresti
sdoppiare il ministero in Ambiente Terrestre e Ambiente Marino? Anche Jean Todt
ci è rimasto male. Potresti dargli un ministero che non vuole dire
niente, come a Pisanu? Ad esempio, ministro del Controllo della ripresa
dell’attuazione del programma di governo. Grazie, e in quanto a Inzaghi, siamo
d’accordo.

Caro Gianni: Montezemolo ministro dell’Auto va bene, ma alza la quota dei
tecnici e quindi dovrò aggiungere un ministero Motorini e Lambrette, che
andrà alla Lega. Ok anche per Umberto all’Ambiente, ma ho dovuto creare
sette viceministri ai panorami. Jean Todt va bene, ma non può avere
potere di controllo su Pisanu, perciò istituirò un Ministero alla
Programmazione del controllo della ripresa dell’attuazione del programma di
governo che darò a Taiani, uno per uno sto piazzando tutto i trombati.
Inzaghi ministro dello sport va benissimo, ma quale dei due fratelli? Per non
scontentarti ho dato a Pippo il ministero degli sports con la palla e a Simone
quello degli sports senza palla. E siamo a cinquanta ministri. Sono un genio.

Antonio D’Amato

Silvio, ma siamo pazzi? Tutti questi posti a Agnelli? Ci vuole più
equilibrio, ricorda che hai firmato un contratto con la Confindustria. Allora,
un ministero delle pari opportunità industriali per Krizia, un ministero
degli affari regionali gastronomici a Rovagnati, un ministero Riduzione pensioni
a Romiti, un ministero della Ferie pagate a Tronchetti Provera e io al posto di
Marzano.

Caro D’Amato. Obbedisco. Ho inventato per Marzano un dicastero new economy,
ministro alle Playstation. Subito Bossi ha voluto un ministero calcio balilla
per Gentilini. Cinquantasei ministri, record mondiale. Adesso basta,
però.

Giuliano Urbani

Basta lo dico io, Silvio. Non mi accontento dei Beni culturali, io volevo la
Rai. Perciò esigo il ministero del Controllo attuazione del palinsesto
del programma delle comunicazioni. Se no faccio saltare tutto.

Caro Urbani, calma. Ecco la soluzione. Tu alla Sanità con delega per
risanare la Rai, mentre la Sanità verà scorporata in tre: a
Sirchia il Ministero alla Medicina Interna, a Miccichè la Medicina
omeopatica, a Formigoni i Miracoli. Per i beni Culturali facciamo un’asta e li
vendiamo, così è un ministero in meno. Snellire, snellire.

Tre amici

Vuoi darci tre posti o preferisci che parliamo?

Cari amici: Previti ministro dei Conti correnti esteri, Biondi ministro
all’Igiene della magistratura, Dell’Utri ministro ai Rapporti coi pentiti. E
adesso vorrei chiudere i conti col passato e lavorare, va bene?

Gino Tirinnanzi

Sono il barista della nave che nel 1960 le prestò centomila lire quando
lei suonava al pianobar. Ho qui il suo contratto firmato. O mi dà un
ministero o la sputtano.

Caro Gino. Lei è il nuovo ministro per Cocktail Misture e Ribaltoni.
Essendo lei un tecnico ho dovuto assegnare il ministero Analcoolici al Cdu e il
ministero della Saliva a Emilio Fede. Adesso tutto è perfetto, un agile
esecutivo di soli sessantuno ministri è pronto a partire.

Giulio Tremonti

Caro Silvio, non ci siamo. Con questa pletora di ministri e sottosegretari tra
stipendi e indennità, scorte e auto blu, abbiamo già sforato il
budget, addio tagli alle tasse. Perché ad esempio tre ministri per le
infrastrutture? Basta con gli sprechi. Far tornare i conti non sarà
facile. Perciò ho bisogno di cinque viceministri, rispettivamente per
Sottrazioni, Somme, Divisioni, Moltiplicazioni e Radici.

Caro Tramonti, provvedo subito. Riguardo al trio delle infrastrutture, Lunardi
è specialista nel forare i tunnel all’entrata, ma ci vorrà pure
qualcuno che fori l’uscita ed ecco Mammola. Giorgetti si occuperà del
tunnel sotterraneo tra Bressanone e Messina. Non posso darti cinque viceministri
ma solo due. Previti, ovviamente alle Sottrazioni e Guidi alla Radici, ha un
passato da dentista. E adesso basta, lasciatemi lavorare, chi altro accampa
ancora pretese?

Massimo D’Alema

Caro Silvio. Questa non me l’aspettavo. Dopo tutto quello che ho fatto per te.
Ti ho tenuto in vita, non ho aperto nessun dossier, ti ho offerto la bicamerale,
e ho fatto la guerra al posto tuo. E adesso neanche una seggiolina? Inoltre ti
consiglio di non fare risse, come facciamo noi nel dibattito precongressuale.
Ascolta un vecchio amico, non cercare lo scontro frontale, ma usa toni
pacati.

Caro Massimo, hai ragione. Sarai ministro al Rallentamento dell’attuazione del
programma di Governo. In quanto a questo Tony Pacati non lo conosco, comunque,
l’ho fatto sottosegretario ai rapporti con la stampa. Sei contento? E adesso non
più parole, ma fatti e fatturati. Ho quasi duecento ministri e
sottosegretari da mantenere e devo risolvere il dubbio del mio conflitto di
interessi. Se è vero che un conflitto di interessi è
inconciliabile con la democrazia, devo liberarmi del conflitto di interessi o
della democrazia? Nel dubbio, lasciatemi lavorare.

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