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Dialoghi Sulla Grande Scelta

Dialoghi sulla grande scelta

Scena: l’ufficio strategico dell’Ulivo. È in corso una democratica
riunione tra i dirigenti e alcuni simpatizzanti di base, riconoscibili dal
cilicio.
Veltroni (ai presenti): Cari amici, vi presento il dottor Sghetto dell’istituto
Miracles, specialista in sondaggi, cambi di look, marketing e rottamazione di
trombati. Sarà lui a gestire la campagna elettorale e a guidare il nostro
candidato verso una radiosa vittoria”.
Domande?
Simpatizzante uno – Lei sa che l’Onu ha tenuto segreto un rapporto sulla
catastrofe climatica. Perché? Chi protegge? Qual è la proposta
dell’Ulivo sui rischi dell’ambiente, cosa farà per prevenire le
alluvioni, gli incendi, i terremoti, l’inquinamento?
Sghetto – Piano, piano. Non è la fine del mondo. Anzi, secondo i nostri
sondaggi la fine del mondo è solo al sedicesimo posto tra le paure degli
italiani, dopo gli scippi, gli albanesi, la zanzara tigre, la rottura del
telecomando e la rigatura dell’auto. Bisogna tranquillizzarli. In questo senso
Amato è più rassicurante per i mesi invernali, ben coperto con una
sciarpa suscita un gradevole “effetto nonnina”. Rutelli è
più adatto per le catastrofi estive, lo vedo bene mentre corre in
calzoncini corti sul luogo del disastro.
Simpa due – Sì, ma cosa state preparando? Leggi nuove sul dissesto del
territorio? Piani di ricostruzione per i terremotati? Più Canadair, uso
dell’esercito, ristrutturazione del servizio antincendi?
Sghetto – In caso di alluvione bisogna prendere i seguenti provvedimenti:
A) Assicurarsi che venga usato il titolo: “Una tragedia evitabile”,
perché se fosse inevitabile penserebbero tutti che c’è sotto
qualcosa. B) Mandare in onda un’intervista con un geologo, magari due,
poiché la geologia, da scienza preventiva, è ormai ridotta a
scienza commemorativa. C) Recarsi sul luogo dell’incidente e polemizzare
sui soccorsi con regione, provincia, protezione civile e guardie svizzere.
D) Sospendere per un giorno Miss Italia. E) Comprare un badile.
F) Aspettare che tutto passi e rassicurare il paese.
In questo senso, suggerirei per Amato un look lupo di mare, cerata gialla
con cappuccio che dà l’idea dell’uomo navigato, per Rutelli una
canottiera da bagnino tipo Baywatch. Non sarebbe male organizzare un Festivalbar
o un concerto rock-anfibio sul luogo dell’alluvione.
Veltroni – Buona idea. Ma per gli incendi?
Sghetto – Bisogna subito abolire i Canadair. Così nessuno potrà
più dire che i Canadair andavano impiegati in un posto invece che in un
altro, oppure che sono insufficienti. Se non ci saranno, nessuno si
lamenterà. Poi sarebbe astuto pagare in anticipo, all’inizio dell’estate,
le ditte mafiose appaltatrici dei rimboschimenti, così non appiccano il
fuoco. Terzo, rimboschire con alberi finti di cartone, che possono bruciare
senza danno. Ma il problema è ancora il look. Amato potrebbe arrivare in
elicottero e calarsi sul teatro dell’incendio appeso a una corda, magari
pisciando in segno di buona volontà. Rutelli invece potrebbe entrare in
scena spaccando una vetrata, come nel film “Inferno di
cristallo”…
Simpa tre – Mi sembra che ci stiamo allontanando dai problemi. Tra poco
tornerà l’inverno. Nuove epidemie di influenza, nuove virosi misteriose,
allergie, inquinamento, aria irrespirabile. Abbiamo un piano per l’emergenza
ospedaliera, per la ricerca medica, per l’assistenza agli anziani?
Sghetto – Anzitutto in tempi di clonazione, di trapianto del cervello e di
prodigi genetici, non possiamo perdere tempo con l’influenza. È vero, i
virus sono di più e più complessi, ma la vita si allunga. Nel
futuro l’uomo vivrà centoventi anni e ne passerà sessanta a letto
con la febbre. Ma le industrie farmaceutiche devono pur guadagnare e i vaccini
sono insicuri. Perciò lanceremo un nuovo virus, che si chiama Nccc.
Veltroni – Sarebbe?
Sghetto – il virus Non Ci Capiamo un Cazzo. I medici, intervistati, diranno che
i virus di quest’anno sono totalmente misteriosi e quindi l’unica soluzione
è come sempre mettersi a letto e aspettare la guarigione o la morte.
Stiamo già preparando uno spot che mostra Amato in camice bianco,
clistere in mano e lo slogan “Votami e ti sentirai liberato”. E un
altro con Rutelli che fa footing nel traffico di Roma e tra i colpi di tosse
sospira: “Ama la tua città, impara a respirare lo smog”. I
nostri sondaggi hanno infatti appurato che il luogo dove più ci si
lamenta dell’inquinamento da benzene, è l’interno di un’auto che sgasa
ferma in un ingorgo.
Simpa quattro – Non è un futuro roseo. E sulla disoccupazione?
Sghetto – Aumenteremo del seicento per cento l’informazione su Borsa e Finanza.
Questo aiuterà grandemente i meno abbienti. Già adesso con quattro
inserti di quotidiano si può ottenere un comodo materasso per i
senzacasa. In secondo luogo, chi è disoccupato si sentirà
così fuori moda da non avere più il coraggio di parlare del suo
caso. Poi organizzeremo dibattiti su dibattiti, per tenere occupata l’attenzione
del disoccupato. Amato intervistato da Biagi, Rutelli intervistato da Costanzo,
Mastella intervistato da Vespa. La somma di queste noie darà al paese un
benefico sopore, una narcosi sostitutiva dell’appetito.
Simpa cinque – E Berlusconi? Lui vive in campagna elettorale da trent’anni. Sta
impestando di cartelloni pubblicitari l’Italia, è il francobollo del
paesaggio italico. Sta cercando di convincere gli italiani che un po’ di
fascismo è un dovere morale è sempre più arrogante e
sprezzante di ogni legge e regolamento di affissione. Avremo il coraggio di
combattere davvero questo ricco spacciatore di democrazia avariata, o cercheremo
ancora di assomigliargli?
Sghetto – Sul piano della promotion Silvio ci ha insegnato tutto, la Rai copia
Mediaset e i nostri show alternativi sono uguali alle sue azzurrate. Per
batterlo dobbiamo essere più berluscoidi di lui. Amato ha la sua stessa
statura, se gli radiamo i capelli e lo facciamo sorridere con un sistema di
ganci dietro l’orecchio, è un Similsilvio perfetto, il cromosoma craxiano
non mente. Rutelli invece si ispirerà alla televisione e alla
pubblicità, deve essere un mix di Cucuzza e Frizzi, con un tocco di
Uomo-che-non-deve-chiederemai-ma-qualche-volta-decide-sua-moglie.
Un po’ Clinton un po’ Totti. Vinceremo sicuramente!
Simpa uno – E la scuola?
Sghetto – Zainetti sponsorizzati dell’Ulivo con Amato-Pokémon e un
gadget di D’Antoni con la scritta: “Se non studi, puoi diventare come
lui”. Terrificante! E poi nuovi criteri di valutazione basati sul peso dei
libri che lo studente riesce a portare sulle spalle, e un sistema Auditel per
calcolare il grado di attenzione durante le lezioni. Lezioni di new economy per
acquistare la merenda via Internet, rilancio di Manzoni e ritorno alla
proiezione di “Marcellino Pane e Vino”. Il centro si conquista anche
culturalmente.
Iscritto due – E sul razzismo. Sugli extracomunitari? Sulla
microcriminalità?
Sghetto – Seguiremo la linea Haider, che è molto più moderato di
Bossi e Fini. Diremo così: gli extracomunitari non sono alla moda. Solo
un Vip su tremila è africano. Organizzeremo squadre antiscippi
democratiche, niente taglio delle mani. Ma sopratutto, ci vorrà una
campagna televisiva aggressiva. Amato come il sindaco di New York Giuliani,
piccolo e tosto, tolleranza zero, sigaretta in bocca, mitra a tracolla. Oppure
Rutelli su un cavallo bianco, vestito da sceriffo, che col lazo cattura un sioux
di Tirana.
Simpa tre – Ma questo non toglierà spazio ai programmi? Con questo
dualismo tra candidati, non stancheremo un elettorato che già vota col
fiatone?
Sghetto – È vero, esitare tra due candidati è rischioso. Quindi la
soluzione è una sola. Un terzo candidato. Potete scegliere tra Veltroni,
Bassolino, Castagnetti oppure una rockstar come Springsteen o Wojtyla.
D’Alema – E io niente?
Sghetto – Lei non ha bisogno di un nuovo look, ha bisogno di un carrozzaio.
Simpa quattro – Quante complicazioni: E se io non vi voto?
Sghetto – Nessun problema. Noi della Miracles cambiamo il dato previsionale del
sondaggio e facciamo una nuova ricerca per capire perché lei non ci ha
votato. Comunque vada, il mio istituto ci guadagna sempre.
Simpa cinque – Insomma, stiamo ancora aspettando il programma del
centrosinistra, mentre Berlusconi il suo l’ha già illustrato: tutti
ricchi e sopra le leggi come lui. Bossi ha aggiunto: piduisti sì,
purché eterosessuali, devolution del Nord e fucilation per chi sbarca nel
Sud. Fini ha protestato: non è vero che parlo solo col permesso di
Silvio, chiedetelo a lui. Per battere questo Polo, noi dovremo essere
chiarissimi su tutto. Ammettere gli errori, aprire tutti i dossier, smetterla
con le tribune Video Vip e tornare a far assemblee in tutte le città, e
poi presentare un piano ambientale, un piano sul traffico, un piano contro il
ricatto petrolifero, un censimento dei problemi ospedalieri, un piano per la
casa…
Veltroni – E il cinema? E i festival? E il posto di lavoro della Melandri?
Simpa cinque (gridando) – Basta, io non voglio sapere chi voto, ma quali idee
voto.
Sghetto – Bellissimo slogan, ma perdente. Sono le cifre che contano. Con Amato
abbiamo il 25% dei voti. Con Rutelli il 34%.
Veltroni – Un momento. Con la lucidità che mi contraddistingue ho appena
avuto un’idea che risolverà tutti i nostri problemi.
Tutti – Quale
Veltroni – Candidiamoli tutti e due, così abbiamo il cinquantanove.
I simpatizzanti escono piangendo. D’Alema estrae di tasca una mousse al tartufo
di Vissani e la ingoia come una pillola. Il dottor Sghetto smanetta su un
computer.
La riunione è andata male. Una tragedia evitabile?

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