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ROMA INVASA DAI RIFIUTI, STEFANO BENNI

ROMA INVASA DAI RIFIUTI, STEFANO BENNI

“ANCHE I RATTI DICONO BASTA”

Robinson la Repubblica 2 luglio 2019

Erano venuti da ogni dove, strisciando lungo centocinquanta chilometri di cunicoli, fogne e catacombe. Nella grande grotta del raduno migliaia di occhi rossi brillavano nel buio. Ed ecco che, preceduto da due guardie con mini-torce a pila, entrò Re
Augustus Mus Mus. Era grande due volte un esemplare normale, aveva la veneranda età di nove anni e baffi candidi diritti come spade.
Tutti alzarono le code in segno di rispetto. Il re si sedette sul trono intagliato in una buccia di cocomero e così parlò:
-Amici, cittadini, roditori! Parlo a nome dei dieci milioni di noi che abitano questa città sotterranea. Topi, ratti, surmolotti, surici, sorci, muridi. O anche pantegane pongazze, mardone, zoccole e tutti i nomi sprezzanti con cui gli umani ci infangano, ignorando la nostra storia, la nostra nobiltà e la nostra rettitudine.
Scoppiò un applauso con battimenti di coda.
-Sono tempi duri. Ma non è colpa nostra se la Citta Superna è ridotta in queste miserabili condizioni. Qua sotto da noi tutto funziona, il liquame scorre senza intoppi, i trasporti funzionano, ogni stronzo è per noi un ottimo autobus, non si
ferma e non prende fuoco.
La nostra Metro ha centocinquanta linee in tutte le direzioni, possiamo entrare in un tombino a Centocelle e sbucare a Ponte Mammolo o in via del Corso senza difficoltà. Da noi non ci sono scioperi, né ingorghi né buche e anche se il cambiamento climatico sta arrostendo il paese, qua c’è un confortevole fresco.
-Esatto- disse il ministro della sopravvivenza Gas Gas
-Abbiamo la nostra abituale dotazione di merda, ma non abbiamo problemi di spazzatura, né orribili cumuli maleodoranti. Se ci fossero, li mangeremmo e li ricicleremmo dopo averli accuratamente testati e selezionati. Ma quando lasciamo il nostro odoroso e ordinato mondo per raggiungere la superficie, è un disastro. Il degrado e lo schifo sono troppo anche per noi, per mangiare un torsolo di mela dobbiamo infilarci in cataste di rifiuti combattendo contro feroci gabbiani. La puzza è così forte che filtra anche attraverso i tombini. E molti dei nostri piccoli si sono ammalati e per merenda preferiscono il veleno per i topi alla spazzatura umana.
-Esatto- disse una vocina esile
-Siamo un popolo meticcio ma solidale, non viviamo di campagne elettorali e propaganda come i superni, non ci odiamo tra noi, non negheremmo mai il diritto d’asilo a chi viene da fuori tipo nutrie, criceti, blatte e ultimamente, per ragioni misteriose anche coccodrilli.
-No, quelli non li vogliamo – ringhiò un topo tatuato
-Tornatene a casa, bestiaccia, sei venuto giù dal water
-Rattista- disse il coccodrillo.
-Cittadini sotterranei, non litighiamo. Se vogliamo salvare il nostro ambiente dobbiamo restare uniti. Secoli fa patteggiammo con gli umani la divisione degli spazi
e dei confini ma ora questi pazzi stanno distruggendo il loro e il nostro habitat. Sputano in continuazione feroci twitter e sono pronti a tutto per un po’ di voti, ma di fronte al disastro climatico arretrano vigliaccamente. Il pianeta è in pericolo.
Quindi il nostro grido sarà: Salveremo Roma, salveremo il mondo.
-Hurrah- gridarono tutti, e si udirono le note della marcia di Topolino. Il grande Re Augustus contemplò fiero i suoi sudditi e poi disse: -Passo la parola al generale Ratowicz che spiegherà i primi provvedimenti.
-Anzitutto stiamo riparando le scale mobili del metrò – disse il generale, che aveva sul pelo molte medaglie fatte con tappi di birra- Visto che gli umani non ci riescono, centomila di noi si sono infilati sotto i nastri e li fanno funzionare correndo in
continuazione. Come seconda cosa, squadre di pulizia stanno uscendo ogni notte, si caricano in groppa la spazzatura e la interrano a duecento metri di profondità in
appositi silos. Inoltre stiamo provvedendo a dragare il Tevere. Un esercito di nutrie sta scavando e portando via fango, escrementi, tronchi, biciclette, lavatrici, e plastiche che molleranno in alto mare, fino a che non troveremo un’altra soluzione.
-Ben fatto- disse re Augustus Mus Mus
-Ma la cosa più importante è combattere il cambiamento climatico- disse il generale – Visto che loro non agiscono, interveniamo noi. Sabotaggio delle auto infilandoci
negli scappamenti e rosicchiando le gomme. Distruzione dei fili degli impianti di condizionamento. Invasione delle fabbriche nocive e loro blocco. Immediati attacchi di scoiattoli e arvicole contro chiunque abbatta un albero. Obbligo di marmitta per i gatti.
-Ho una domanda- disse un toporagno giornalista-Roma non può fare a meno dei turisti. Che ne sarà di loro se la invadiamo? Parlò il ministro della sanità Ratatouille:

-I turisti sono diventati un genere antropoide particolare, veri atleti della vacanza. Camminano ore e ore nella canicola senza riuscire a trovare un taxi, fanno file interminabili ai ristoranti, mangiano amatriciane bollenti sotto il sole alle quattro di pomeriggio, combattono contro gabbiani di due metri, saltano le buche come canguri e resistono a ogni spritz e ogni temperatura. Sopravvivranno.
-E come faremo in certe periferie? Lì la gente è disperata, ma soprattutto è pieno di gente pericolosa…- disse una topina rossa.
-Siamo pronti. Manderemo ratti palestrati pronti allo scontro fisico e soprattutto gruppi di cavie da laboratorio. Le hanno usate per test su alcool, fumo e ogni tipo di droga dalla chetamina agli anestetici. Per loro la droga è come un panino, gli spacciatori gli fanno un baffo.
-Ma quando non ci sarà più spazzatura, cosa mangeremo? – disse un topo grassottello.
-Partirà l’operazione “Il Cibo è uguale per tutti”- disse Ratatouille. Entreremo nei supermercati e li svuoteremo. Ordineremo un milione di pizze take away con indirizzi falsi. Se necessario attaccheremo anche i ristoranti stellati. E quando anche questi alimenti saranno finiti beh, io ho un’idea per sfamarci, una soluzione forse un po’ crudele. Ma di questi tempi, quale animale è più crudele dell’uomo?
-Si spieghi meglio-disse un topo vecchissimo dall’aria mite. E proprio in quel momento risuonò un grido all’entrata della grotta.
-Allarme – strillò un sorcio sentinella. Una squadra di derattizzatori è entrata dal tombino cinque e si sta dirigendo qui…
-Benissimo – disse il generale – ecco una buona occasione per dare inizio al mio piano. Squadre sorciospeciali, attaccateli e…portatevi dietro sale e pepe.
Orrore- disse una topa uominalista- noi non siamo spietati come loro, la natura è giusta, non punisce mai invano.
-Mors tua vita mea -disse Augustus con un sorriso – è una frase inventata dagli umani nel medioevo, quando diedero a noi la colpa della peste nera, mentre adesso è dimostrato che furono loro a diffonderla! Avanti, all’attacco!
E la catacomba risuonò di uno spaventoso grido di guerra.

Illustrazione di Gustave Doré (1832-83) della fiaba di La Fontaine “Il congresso dei topi”

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