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Il Ciccio E La Cocca

Il Ciccio e la Cocca

GRAZIA N. 1809 DEL 26/10/1975

Il Ciccio e la Cocca
1 puntata

Cortina: Si guasta la funivia della Tofana. I coniugi Alberto De’ Ascari, industriale dolciario, e Romana Ercolessi in De’ Ascari, ex modella di moda maglia, bloccati in albergo, riscoprono il piacere dell’intimità e, sotto un piumino montanaro, concepiscono la Cocca. Lei dice: “Era tanto che non mi amavi così”.
Casalecchio: Salta la corrente industriale. I coniugi Wainer Merighi, cameriere di tavola calda, e Maria Schiassi Merighi, ex sarta per bambini, dopo aver cercato di giocare a tresette con una pila in bocca, si scontrano in corridoio e concepiscono in piedi il Ciccio. Lei dice: “Mai una volta che mi possa sedere”.
Cortina: Nasce la Cocca. La madre ne ha sentore mentre sta per prendere uno skilift e sviene ferendosi con la punta di un Rossignol. La Cocca nasce all’ospedale Codivilla. Il padre piomba in un’ora da Milano con un cesto di rose rosse. Vorrebbe chiamare la piccola Federica Carlotta. La madre Elisa Selvaggia. Si decide per Beatrice.
Bologna: Nasce il Ciccio. La madre se ne accorge mentre prende l’autobus per Borgo Panigale: sviene ferendosi con un gambo di finocchio della spesa. l Ciccio nasce al deposito ATM. Il padre arriva dopo un’ora in MOTOM, con una mezza tortelloni burro e oro. Vorrebbe chiamare il bambino Stalin Lenin Palmiro. La madre preferirebbe Pio Cristiano Addolorato. Il Ciccio viene battezzato Gaetano.
Cortina: La Cocca pesa tre chili. Viene vestita di rosa. Le infermiere le regalano il primo giocattolo, una cane di pezza. Somiglia alla nonna, al nonno, al padre, alla madre, e allo zio conte.
Bologna: Il Ciccio pesa nove chili. Viene vestito con una vecchia giacca da cameriere del padre, col tovagliolo ancora attaccato al braccio. Un setter entra in giardino e gli si siede sopra. Il Ciccio assomiglia al lattaio. Scene di gelosia con schiaffi da un quintale.
Cortina: la Cocca viene data in cura ad una balia tedesca che le legge Goethe per convincerla a mandar giù il semolino. Vengono presi contatti con il mastro di sci e con quello di tennis. Primo dramma: la Cocca rimane quasi soffocata giocando con la collana di Cartier della madre. Passato il pericolo, si commenta: “Però, come si vede il buon gusto”.
Bologna: il Ciccio viene affidato al nonno Aldone che gli tiene tappato il naso e gli versa nello stomaco un calderone di spuntature di maiale. Il padre comincia a fargli dei tiri in porta nel corridoio. Primo dramma: il Ciccio resta strangozzato da un enorme borlotto mentre mangia la zuppa di fagioli. Passato il pericolo, si commenta: “E’ fesso come il padre”.
Primo choc: a nove mesi la Cocca viene portata su un campo da sci, malgrado esca dagli scarponi solo con metà testa. Il maestro di sci, inavvertitamente, posa a terra la giacca a vento proprio sulla Cocca che scompare. La cercano per tutto il pomeriggio, e la trovano finalmente in una Stube dove per tenerla buona, le hanno dato centoquindici fette di strudel.
Primo choc: il Ciccio viene portato allo stadio vestito con una tuta di lana rosa e blu fatta dalla madre, che gli impedisce totalmente i movimenti. Al gol della Fiorentina, il padre rimane coinvolto in una rissa che lo porta da parterre sud all’ultima fila della curva nord. Il Ciccio, strisciando come un verme giù dalle gradinate, raggiunge gli spogliatoi, dove resta sei ore sotto una doccia tiepida.
Primo carnevale: la Cocca viene vestita da torero.
Primo carnevale: il Ciccio viene vestito da torero.
Prima malattia: la Cocca prende la scarlattina. Arriva da Milano il primario Dr. Nuvola, che la cura con antibiotici e le fa personalmente le iniezioni. La Cocca si copre di puntini rossi. Il padre le copre il letto di conigli di peluche di tutti i colori. Da Ginevra giunge in aereo il professor Schmidt con una nuova cura a base di cera d’api e, per tenerla allegra balla tre giorni e tre notti il “klopf” una danza popolare tirolese ispirata ai movimenti dei camosci in neve fresca. La Cocca guarisce e ingrassa di tre chili. Il professor Schmidt viene espulso dall’Ordine dei Medici.
Prima malattia: Il Ciccio prende il morbillo. Arriva da Monzuno padre Pompeo che lo cura con un decotto di muschio e, dato che è quasi cieco, fa tre iniezioni di cortisone alla borsa dell’acqua calda dicendo: “Però, una bella febbrona”. Il Ciccio si copre prima di puntini rossi, poi di disegni da plaid in vari colori, fino a mimetizzarsi con la coperta. Durante la notte una ventina di galline salgono sul letto attratte dal calore. Da Monzuno arriva la Zaira, guaritrice universale, che canta una serie di nenie e balla la “Zirota” danza propiziatrice per la ricerca dei tartufi nei campi da basket. Il Ciccio peggiora e si riduce al peso di sei etti. Nonno Aldone lo guarisce facendogli fumare un toscano con l’imbuto.
Prima uscita ufficiale: visita alla vecchia nonna contessa Cesira, rimbambita ma proprietaria del 51 per cento delle azioni della Dolciaria De’ Ascari, e perciò riverita come un Buddha. La Cocca si presenta con un vestito di seta lilla e cuffia di lana a tortello di tre chili, scarpe di coppale con ghetta. Lo zio conte insiste per metterle il monocolo. La Cocca deve attraversare una vasto salone tenendo in braccio un mazzo di rose gialle, fare un’inchino e dire: “Enchantée, grand-mere, je suis le petit bon-bon de famille”. Giunge al cospetto di un informe ammasso di scialli percorso da un tremito costante. Consegna le rose dalla parte posteriore della nonna, con costernazione di tutti. La nonna la prende in braccio e cerca di baciarla, ma per il tremito, la Cocca inizia a vagare dalle ginocchia alle spalle come su un nastro meccanico, poi cade a terra. La nonna le regala una caramella alla mela e le chiede il congiuntivo di laisser passer.
Prima uscita ufficiale: visita allo zoo dei giardini Margherita. Il Ciccio si presenta legato con dieci giri di sciarpa, galosce foderate e un berretto di lana col pompon di ghisa per non farlo camminare gobbo. Gli vengono consegnate sette noccioline: la sua missione consiste nel giungere fino alla gabbia e consegnarle all’elefante. Il padre commosso, lo bacia sulle guance e gli dice: “Và, figliolo, e che Dio ti assista”. Il Ciccio saluta militarmente: è un freddo mattino di ottobre. Si presenta davanti alla gabbia, mette dentro tutta la mano e aspetta ad occhi chiusi per la paura. Ma ha sbagliato gabbia: esce Reno, il decano dei leoni, ormai arteriosclerotico e con due enormi occhiali da presbite. Il guardiano accorso prontamente, salva il Ciccio dal tenere una manica in tasca per gli anni a venire.
Secondo carnevale: la Cocca viene vestita da Zorro.
Secondo carnevale: Il Ciccio viene vestito da Zorro.
Ed ecco come il destino unisce le due giovani vite: il Ciccio mascherato arriva alle spalle della Cocca mascherata e con un manganello di gomma le dà una botta spaventosa. La Cocca crolla al suolo. Pianti, accuse, minacce di querele. I due vengono separati. Ma ormai è scritto che le loro storie dovranno incontrarsi di nuovo. Il seguito al prossimo numero.

GRAZIA N. 1810 DEL 02/11/1975

Il Ciccio e la Cocca
2 puntata

Primo giorno di scuola: la Cocca ha un’elegante cartella contenente:
un astuccio con sessantaquattro colori;
un temperino elettrico a forma di galleria di treno;
una gomma automatica che gira sul foglio da sola e cancella di sua iniziativa gli sfondoni;
quattro quaderni della serie “Fiori d’Italia”;
una parker professionale col nome inciso in oro;
due krapfen avvolti in carta stagnola termoresistente e idrorepellente;
una squadra e un righello di un metro, ripiegabili;
un compasso con sedici punte intercambiabili;
una lettera di raccomandazione di un assessore per il bidello nel caso le scappi la pipì;
una salvagente a forma di papero;
una carta assorbente immacolata di un metro e mezzo.
Primo giorno di scuola: il Ciccio ha un’orrenda cartellina di plastica contenente:
due matite rosse della lunghezza di tre millimetri, impugnabili solo con una pinza;
una matita azzurra quasi intera, senza mina;
una matita color indaco, intatta;
un coltello da cucina per fare le punte;
una gomma pane livida e maleodorante, che già cancellò gli errori di ortografia del nonno, e che cerca di fuggire tutte le volte che la metti sul banco;
quattro quaderni della serie “Il gioco del calcio”;
una biro con la scritta “Marmiroli infissi e persiane – telefono 602343”;
un panino ripieno di Gazzetta dello Sport avvolta in una fetta di coppa;
una scheggia di squadra e un rottame di righello di cm 6,7;
una moneta da dieci lire del 1952 per fare i cerchietti;
due pornofumetti Jacula quasi interi, un mazzo di carte da briscola, un confetto purgativo, duecento figurine, una zampa di gallina attaccata ad uno spago, e una carta-suga dove spiccano alla rovescia le parole “Tema come vedo il duce” con buon 75 per cento di buchi.
La Cocca: viene messa nel primo banco, insieme a Barbara Pinotti, una bella bimba educata e di buona famiglia. Iniziano a parlare di bambole. La maestra, Elvira Montessini, amica personale della madre, viene a carezzarla sulla testa. La classe è bella e pulita, con cartelloni festosi e scoiattoli impagliati che sbirciano da sopra gli armadi. Ci si scambia le prime impressioni. In tutta la classe c’è un gaio vocio. Non sembra una scuola, sembra una festa.
Il Ciccio: viene messo nell’ultimo banco, vicino al termosifone che manda getti di vapore nero. Con lui nel banco, c’è Gennaro Mulone, anni 17, un metro e ottantacinque, pluriripetente. Iniziano a darsi delle spinte; il maestro Ottavio Guidotti, amico personale a suo tempo di Farinacci, li centra in fronte da otto metri con la cimosa. La classe è bella e pulita, con scritte anatomiche sui muri e topi virili che sbirciano da sotto gli armadi facendo finta di prendere appunti. Ci si scambiano le prime sberle. In tutta la classe c’è un rumore assordante. Non sembra la scuola, sembra il fronte.
Primo tema: la Cocca viene col vocabolario nuovo di zecca, e otto fogli protocollo con la scritta Cocca De’ Ascari in oro e i timbri malacopia e per la mia maestra. La sua penna corre agile sul foglio con u gaio fruscio. Di tanto in tanto la Cocca si mette in bocca una mentina e fa un po’ di yoga per riordinare le idee, è la prima a consegnare il foglio alle undici e un quarto dopo averlo stirato e dato la cera al banco.
Primo tema: il Ciccio viene con una enciclopedia del 1932 sui pesci, e un foglio protocollo con quattro orecchie enormi come un cappello da suora, macchiato di castagnaccio e uno schizzo diagonale di orzobimbo che inizia a fermentare. Sulla punta della penna monta un pennino rotto che fa il rumore di una sega metallica e ogni tanto si pianta nel banco provocando squarci orrendi e lanciando lapilli di inchiostro fino al soffitto. Di tanto in tanto il Ciccio si leva scarpe e calzini e si tira fuori la canottiera sudando come un cavallo. Alle tre e mezza, dopo due ore di lotta il maestro riesce a strappargli di mano il tema, mentre Mulone con un punteruolo ha intagliato nel banco un presepe con centoquindici pastori e portato a casa nella cartella venti zoccoli olandesi lavorati sul posto.
Si consegna il tema: La Cocca è ansiosa. La maestra definisce la sua composizione originale e suggestiva, specialmente nel punto dove fa il paragone tra Garibaldi e Charles Bronson. Le dà nove, togliendole un voto perché nel suo tema risulta che Mazzini andò in Francia per aprire una boutique e che Oberdan era il nome del tranquillante che Cavour prendeva per dormire.
Si consegna il tema: Il Ciccio è ansioso. Il maestro definisce la sua composizione originale e suggestiva, specie nel primo foglio, che è coperto da un sottile strato di muffa e pinoli. Apprezzabili i paragoni tra Cavour e Rivera e tra Garibaldi e Chinaglia. Discretamente interessante la tesi secondo cui a Custoza perdemmo perché il Rè sbaglio le marcature, e Garibaldi era un drago perché andò a vincere in trasferta in Sicilia, coi campi che ci sono laggiù non è da poco. Il voto è due.
Primo amore: la Cocca si invaghisce del maestro di tennis, un cinquantenne profumatissimo che parla con la erre. Per la passione non cambia mai l’impugnatura del rovescio, e il maestro la redarguisce aumentando il suo strazio. La Cocca sta ore e ore chiusa in camera parlando ad una palla Pirelli. La madre le dice che se non la smette di star con la testa tra le nuvole la manda tre mesi in montagna. La Cocca si dichiara al maestro sul 40-15, facendogli sbagliare una facile volè. Al rifiuto del maestro di andare a vedere Lilli e il Vagabondo loro due soli, spacca la racchetta e corre a casa, dove decide di andare missionaria in Congo, rinunciando all’ultimo momento perché gli sci non entrano nella valigia.
Primo amore: Il Ciccio si innamora di una compagna di scuola, una bimba molto pallida e repressa che si chiama Piàntala Scandellari. Le manda in continuazione biglietti d’amore e figurine dei Grandi Navigatori. Ma Piàntala è innamorata del bidello Vittorio. Il Ciccio si dichiara nell’ora di religione, ma Piàntala gli dice che lui non le dà abbastanza sicurezza. Il giorno dopo il Ciccio tenta il suicidio lanciandosi in bicicletta senza mani dalla salita di San Luca. Si salva perché alla prima curva si impasta contro la processione che porta su la Madonna. Il padre lo manda a lavorare al bar.
Primo incontro: la Cocca entra al Bar Sport e compra una scatoletta di mentine. Il Ciccio gliela dà e si tiene il resto. Le loro vite magicamente si intrecciano ma non succede niente.
Le sentenze famose della Cocca: Un pantalone con uno strappo è ferito, un pantalone con la chiusura lampo rotta è morto. La mamma dice che il coccodrillo non è fine, ma vorrei vedere lei con quei denti. Da grande voglio fare la bambina prodigio.
Le sentenze famose del Ciccio: Dio può fare tutto, ma lo vorrei vedere marcato da Burgnich. Una figurina doppia è come un brufolo, va via in poche ore, una figurina quadrupla è quasi come un tumore. Da grande voglio fare il figlio di papà.

GRAZIA N. 1812 DEL 16/11/1975
Il Ciccio e la Cocca
Terza puntata

Prima pagella: un trionfo per la Cocca: tutti nove e un dieci in ginnastica. Alla Cocca viene regalato un motorino azzurro. Per sfruttare le sue qualità atletiche, si decide di iscriverla a una rinomata scuola di ballo.
Prima pagella: un trionfo per il Ciccio: tutti tre e un dieci in ginnastica. Al Ciccio vengono sgonfiate le gomme della bicicletta perché resti a casa a studiare. Per sfruttare le sue qualità atletiche, si decide di venderlo a una rinomata squadra di calcio.
La Cocca: si presenta alla scuola di ballo “Farfalla” la più elegante della città. Ci mette tutto l’impegno: si crepa anche un’unghietta del piede a forza di stare sulle punte con le scarpine strette. L’insegnante, Luisa Bèrlonga Dè Tosi, contessa che fa la maestra di ballo per hobby, dice che per ballare bene bisogna soffrire.
Il Ciccio: si presenta al campo della “Folgor” la squadra di calcio più sciamannata della città. Ci mette tutto l’impegno: dopo la prima partita tutte e dieci le unghie dei piedi diventano viola e decollano a forza di dar calcioni con la scarpa troppo stretta. L’allenatore, Gianni Nardon, un ragioniere che fa l’allenatore per hobby, dice che per giocare bene al pallone bisogna soffrire.
Primo successo: davanti a duecento spettatori distinti e competenti, la Cocca esegue la “Morte del Cigno” con tanta grazia che la maestra non riesce a trattenere una lacrima. Nello spogliatoio le sue compagne la festeggiano simpaticamente e le regalano un mazzo di rose.
Primo successo: davanti a duecento spettatori furibondi e furiosi il Ciccio esegue “il centravanti sgambettato” con tanta bravura che l’arbitro non riesce a trattenersi dal concedere il rigore. Negli spogliatoi, i tifosi della squadra avversaria lo festeggiano simpaticamente facendogli ingoiare lo shampoo.
La Cocca: compra l’hula-hoop.
Il Ciccio: compra l’hula-hoop.
La Cocca: si sloga un’anca dopo aver resistito sei ore con l’hula-hoop.
Il Ciccio: viene colpito da colica dopo aver resistito sei ore con l’hula-hoop.
Carnevale: la Cocca rifiuta di vestirsi da torero: è il primo segno dell’affermazione della personalità.
Carnevale: Il Ciccio rifiuta di vestirsi da torero: è il primo segno dell’affermazione della personalità.
La Cocca viene vestita da fatina buona.
Il Ciccio viene vestito da Nembo Kid.
Prima fuga da casa: la Cocca viene sorpresa mentre butta dalla finestra gli spinaci al burro, che contengono ferro e vitamine. Severamente redarguita, rifiuta di mangiarli e si chiude in camera ad ascoltare i dischi di Fabrizio De Andrè. Matura la terribile decisione.
Prima fuga da casa: il Ciccio viene sorpreso mentre entra come un ladro dalla finestra per rubare il ragù del giorno dopo, che contiene colesterolo. Redarguito a colpi di forchettone, si chiude in gabinetto ad ascoltare “Tutto il calcio minuto per minuto”. Matura la terribile decisione.
La Cocca: fugge nottetempo con una valigia contenente: tre vestitini e tre paia di scarpine; il beauty case della mamma; l’orsacchiotto di pezza Tom, il poster di Alain Delon, le gocce per il naso, la racchetta da tennis, tre palle e le scarpette da tennis, il libro Cime Tempestose, la foto della prima comunione e un scatoletta di farfalline imbalsamate. Il libretto degli assegni di papà, una medaglietta con gruppo sanguigno, indirizzo e stemma di famiglia, dieci scatole di baci perugina.
Il Ciccio: fugge nottetempo con una valigia contenente: un maglione da portiere e gli anfibi da militare del nonno, la crema da barba del babbo, il cane lupo Tom, che protesta, ulula e mangia tutta la fodera, il poster di Mazzola, una bottiglia di grappa, il pallone da calcio e due bastoni per fare i pali, il libro “Una pupa D’Amianto” della serie i gialli di mezzanotte, la foto della prima elementare mentre fa le corna dietro la testa del maestro, e un chilo di bigattini per la pesca, il libretto della mutua del nonno, il certificato di vaccinazione antitetanica, un salame da due chili.
Fuga: La Cocca tenta di prendere l’aereo per Parigi, dove ha un’amica che fa la modella di vestiti per bambini. Viene fermata dalla polizia che le chiede chi è e dove và. “Sono Beatrice De Ascari e vado in Francia per diporto” risponde pronta la Cocca. Il poliziotto sorride bonariamente e le dà un buffetto affettuoso. Viene accompagnata a casa sulla Mercedes del Questore e i poliziotti la portano in braccio dentro la sua camerina, tranquillamente addormentata.
Fuga: il Ciccio tenta di prendere il treno per Ferrara, dove ha un amico che fa il fresatore. Viene fermato dalla Polizia che gli chiede chi è e dove và. “Sono Gaetano Merighi e vado dove mi tira” risponde prontamente il Ciccio. Il poliziotto sorride bonariamente e lo stende con una sberla. Viene accompagnato a casa sotto la pioggia sul sedile di dietro di un gilera. Il poliziotto frena di colpo e il Ciccio vola dentro il tinello di casa, tranquillamente congelato.
La Cocca: Viene perdonata. Il babbo le regala una Mini Minor, le servirà quando sarà una donnina. Parte per un posto dal nome fascinoso. Palma di Majorca nelle Baleari. Lì potrà ritemprarsi.
Il Ciccio: viene perdonato. Il padre gli regala la tessera del tram, gli servirà quando sarà un ometto. Parte per un posto dal nome fascinoso: Collegio Drizzagobba Parma. Lì potrà ritemprarsi.
Giorno della partenza: sul molo, alla partenza della nave, visi rigati dalle lacrime. La Cocca, commossa, sventola un fazzolettino di tulle. Raccomandazioni: non dare troppa confidenza agli sconosciuti, specialmente se non hanno la cravatta, datti la crema quando stai al sole, tieni sempre il portafoglio nella borsa, attenta agli spifferi, mangia la verdura che c’è la vitamina, non fare tardi la notte a ballare, scrivi tante cartoline, riposati, divertiti, rilassati, studia due ore al giorno per non perdere l’abitudine, dormi, fai sport e speriamo che torni con un’altra testa.
Giorno della partenza: alla stazione, alla partenza del treno, visi rigati dalle lacrime. Il Ciccio legge Topolino. Fuori i parenti salutano invano, ingoiati dal fumo e dalla nebbia. Raccomandazioni: sempre la malia di lana, dai che un’ anno passa e neanche te ne accorgi, tieni sempre i soldi dentro una scarpa, mangia la pasta che ti tiene su, non far tardi la notte, scrivi tante letterine, riposati, divertiti, rilassati, studia nove ore al giorno per non perdere l’abitudine, dormi, fai sport e speriamo che torni con un’altra testa.

GRAZIA N. 1813 DEL 23/111975
Il Ciccio e la Cocca
Ultima puntata

La Cocca torna dopo la lunga crociera: è già una donnina, chiede che le comprino il reggipetto. In collegio si è trasformata: parla quattro lingue, ha imparato a giocare a golf, conosce tutti i termini nautici, beve l’aperitivo, porta le scarpe col tacco e quando vede passare un giovanotto arrossisce e fa la smorfiosa.
Il Ciccio torna a casa dopo il collegio: è già un’ometto, e chiede che gli comprino un paio di baffi. Si è trasformato, parla nove dialetti, ha imparato a giocare a poker, conosce tutti i termini anatomici, beve vodka e pasteggia a fernet, fuma centosessanta nazionali ogni due giorni. Quando vede passare una bella ragazza, il padre gli chiude la bocca, e lo nasconde dentro un portone per evitargli l’arresto.
La Cocca distribuisce souvenirs: otto bauli di conchiglie, tamburi, sei chili di collane, un’antilope impagliata, una canoa, pareo di diversi colori, caschi di banane marcite, un pezzo di torta di San Marino e una bottiglia di moscato, cappelli di paglia, sandali, perline e novecento asciugamani. Al padre continuano ad arrivare conti e cambiali per due anni.
Il Ciccio distribuisce ricordini: tutte le maniglie del collegio, vasi da notte, tutti i segnali stradali della zona, fanali di bicicletta, una patata e un copertone di Citroen.
Primo lavoro La Cocca viene assunta nella ditta di un amico del padre come capo-ufficio-acquisti per l’estero: trecentomila al mese, più una percentuale sulle vendite. Ha la scrivania personale e i colleghi sono molto gentili con lei: il primo giorno stanno tutto il pomeriggio, in ventidue, a insegnarle come funziona la macchinetta della cioccolata calda.
Primo lavoro Il Ciccio viene assunto nel ristorante di un amico del padre come addetto al taglio della frutta per la macedonia: trentamila al mese, meno i pezzi di banana che fa cadere. Ha il coltellino personale e i colleghi sono molto gentili con lui: il primo giorno gli insegnano la differenza che c’è tra una prugna e un peperone piccante, dopo che venti clienti si sono vivacemente lamentati.
Primo successo sul lavoro: la Cocca riceve una delegazione araba e colloquia in francese con grande scioltezza. Il capoufficio la propone per una piccola gratifica.
Primo successo sul lavoro: Il Ciccio prende un’ordinazione da un pakistano, tra lo stupore generale il capo cameriere gli regala un tartufo.
Prima delusione: Si scopre che il francese della Cocca ha causato grossi equivoci. Gli arabi asseriscono che la Cocca si è impegnata per l’acquisto di duemila dromedari in cambio di contanti. La Cocca giura di aver concluso la vendita di duemila azioni Montedison in cambio di fustini di petrolio e una cena con Omar Shariff. La cosa è affidata agli avvocati. La ditta perde la causa. I dromedari inutilizzati vagolano in cantina. La Cocca viene retrocessa a vice-direttore generale per la vendita di animali esotici. Le viene brutalmente aumentato lo stipendio.
Prima delusione: Il Ciccio giura che il pakistano ha ordinato il minestrone di chiodi e rhum e trota con varechina. Il cameriere dubbioso serve tutto al pakistano, che dopo aver urlato a lungo si rivolge alla sua ambasciata. La cosa è affidata agli avvocati. Il Ciccio si difende dicendo che era convinto di parlare con un barese. L’altro dimostra di aver ordinato tonno e cipolla. Il ristorante perde la causa e deve vendere tutte le posate, trasformandosi in un ristorante cinese con le bacchettine. Il Ciccio viene retrocesso a raschiapentole di terza categoria e gli viene brutalmente dimezzato lo stipendio.
La Cocca ne fa un’altra: mentre è sola in ufficio con tre telefonate compra il Milan. Ci vogliono giorni per chiarire il tutto. Viene licenziata.
Il Ciccio ne fa un’altra: mentre è solo al ristorante, mangia seimiladuecentotrentasette palline di gelato. Ci vogliono giorni per disintossicarlo Viene licenziato.
La Cocca in mezzo a una strada: Si consola dicendo “Farò l’attrice”.
Il Ciccio in mezzo a una strada: Si consola prendendo a calci un barattolo che va a finire fino a Modena.
La Cocca: con le ultime mille lire va al cinema.
Il Ciccio: con le ultime mille lire va al cinema.
Ed ecco la mano del destino si posa ineluttabile sulle due giovani vite: la Cocca e il Ciccio si trovano seduti vicini e si piacciono.
La Cocca: tenta l’abbordaggio lasciando cadere sui piedi del Ciccio, prima il fazzoletto, poi una forcina, poi la borsa, poi lanciando uno sguardo assassino. Ma il Ciccio, timidissimo, aggroviglia i piedi e non si muove.
Il Ciccio: tenta l’abbordaggio facendo il verso della cornacchia, il rumore del motorino e recitando una poesia del Pascoli a voce altra, tra le proteste generali. Alla fine decide per la maniera dura, compra un gelato e lo spiaccica in faccia alla Cocca dicendo: “Pardon mi è scivolato”.
Il ghiaccio è rotto inizia l’amore.
Lei gli regala una sua foto sui campi da sci, lo chiama “Ciccio charmant” lo pettina con una spazzola per cani e gli declama brani di Prevert.
Lui le regala un fischietto, la chiama bombarda, la trucca con i pennarelli e le declama la formazione del Bologna se ci fosse lui a dirigere la baracca.
Primo bacio La Cocca vorrebbe un ristorante ungherese, coi violini e la pioggia che batte sui vetri, lei vestita da infermiera, lui da tenente, con una gamba fasciata, mentre fuori volano le rondini e un cavallo bianco corre sul bagnasciuga.
Primo bacio Il Ciccio bacia la Cocca su un auotoscontro. I due restano così scioccati che smettono di guidare e vengono sparati fuori di pista con una botta spaventosa da un altro equipaggio.
Alla sera nella sua camera la Cocca non riesce a prendere sonno: apre la finestra e guarda a lungo i prati verdi e la luna. Decide di sposarsi.
Alla sera nella sua camera il Ciccio non riesce a prendere sonno: apre la finestra e guarda a lungo il muro della casa di fronte il manifesto dell’Amarissimo. Decide di sposarsi.
Ed ecco il grande momento: Il Ciccio di presenta a casa dell’amata, per chiedere la sua mano: Cosa contano le barriere sociali, quando tra due giovani c’è l’amore? Contro il destino non si può andare. “Sono ben lieto” dice il padre con un bel sorriso democratico e progressista “di accoglierti nella mia casa”. Gioia nelle famiglie.
Arriva il grande giorno: tutti sono molto emozionati il vestito bianco è pronto: Nella grande sala Cocca sta seduta, con le mani tremanti, ecco si apre la porta e arriva il Ciccio. Si avvicina alla sua amata. Lei arrossendo, dice con un filo di voce “Porta pure in tavola”. Il Ciccio elegantissimo nel vestito bianco (da cameriere) serve con prontezza sei risotti al curry.
E’ un bravo ragazzo dice il padre. Un po’ rozzo ma devi vedere come fa brillare le pentole dice a bassa voce la madre. “Il formaggio grana, addormentato”, urla la Cocca. “Subito signorina” dice il Ciccio. E vissero felici e contenti, ma non si sa per quanto.

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