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Niente Paura, Siete Su Scherzi A Parte

Niente paura, siete su Scherzi a parte

CLAMOROSO! La nascita di Forza Italia e la dura
opposizione del Pds sono in realtà una lunga puntata di
Scherzi a parte, la fortunata trasmissione televisiva in onda
sulle reti Fininvest.
Lo hanno annunciato ieri, in un’affollatissima conferenza stampa, i due
maggiori artefici della burla, Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema.

«Gli italiani ci sono cascati», ha detto col consueto
smagliante sorriso Berlusconi, che indossava un elegante
costume da clown bianco col volto infarinato. «L’idea è
venuta al mio settore marketing. Anni fa ero oppresso dai debiti e
la magistratura mi braccava, non pagavo più i dipendenti e
le mie televisioni non sapevano più come riempire i palinsesti.
Mi dissero che dovevo trovare un nuovo trend, che la politica-spettacolo
era la moda del momento e che l’anticomunismo poteva essere un buon
posizionamento per vendere bene. Ne parlai subito con Massimo D’Alema.
C’eravamo conosciuti in Sardegna, le nostre barche erano ormeggiate
vicine, e lui mi aveva chiesto in prestito un cavatappi. All’inizio
la proposta non lo convinceva, poi pensando alla faccia che avrebbe
fatto Occhetto ci siamo messi a sghignazzare, e abbiamo messo al
lavoro i nostri staff creativi. Veltroni e Zeffirelli hanno scritto
la sceneggiatura, Zani e Pilo hanno fatto i preventivi. La prima parte,
la mia scalata al potere, è stata facile: il Pds ha fatto finta
di perdere le elezioni con tale naturalezza che sembrava non avesse
fatto altro tutta la vita. Per la seconda parte, il cosiddetto
«Ribaltone», il colpo di genio è stato trovare
Dini, un vecchio attore toscano d’avanspettacolo che era venuto
alla Fininvest per i provini della Corrida. Lamberto è
stato bravissimo nella sua parte. Io mi sono divertito molto a recitare:
i discorsi anticomunisti me li scrivevano Ferrara e Letta, perché
io sono sempre stato abbastanza a sinistra, a scuola leggevo «Rio
Bo» invece di Samuelson. Adesso faremo il governissimo, non
andrò in galera, farò più soldi di prima e
girerò anche un film su tutta la vicenda: la mia parte la
farà Tom Cruise, D’Alema lo farà Michele Placido, e
Dini lo costruirà Rambaldi».

«Spero che i nostri elettori sappiano reagire col consueto senso
dell’umorismo» ha detto a sua volta D’Alema, che indossava
un divertente costume da clown Augusto con nasone rosso e maxipantaloni a
quadretti. «Da tempo in Italia c’era bisogno di un partito di
destra moderato e democratico e obiettivamente noi del Pds eravamo
gli unici che potevamo riuscirci. Con questo scherzetto abbiamo
raggiunto l’obiettivo, senza traumi per gli iscritti. Veltroni si
è divertito come un matto, ogni giorno vedeva un film nuovo
e trovava un nuovo spunto, l’idea di Prodi ad esempio gli è
venuta dopo aver visto un film dell’ispettore Clouzot. Ora faremo
il governissimo o la Sininvest, una finanziaria con capitale
Mediaset, Coop e Metro Goldwyn Mayer. Poi un nuovo partito, Forza
Democratica, con un simbolo bianco dove ognuno può disegnare
quello che vuole. In quanto alle elezioni, abbiamo già la
data, il 12 giugno, dobbiamo solo metterci d’accordo sul secolo».

Tra lazzi e facezie la conferenza è proseguita con i progetti
per il futuro. Forse un Dini-bis o un Din-Din o un BiDini, oppure
elezioni immediate o una fase costituente di sedici anni o un governo
dei migliori con Maldini presidente del consiglio.
L’unico che non ha preso sportivamente lo scherzo è stato
Bettino Craxi.
Appena arrivato a Fiumicino è stato scherzosamente accolto da
Fede e Mimun vestiti da carabinieri, ma non ha riso affatto.
«È stato uno scherzo del cazzo» ha commentato
«sono rimasto anni confinato in mezzo a quei marocchini e ho
speso milioni in fax a Feltri e dossier segreti. Silvio è
sempre stato un goliardo, c’era da aspettarselo. Adesso farò
i conti con chi mi ha tradito!».
Ma ecco altre dichiarazioni dei partecipanti alla burla.

Antonio Di Pietro

È stato uno spasso. Ho dovuto dare le dimissioni perché
ormai in tribunale mi veniva troppo da ridere. Ma il bello è
venuto dopo. Ogni giorno mi divertivo a dire che entravo in politica,
che non ne volevo sapere, che entravo ma forse no, che andavo al Polo
sinistro ma forse anche al destro, o forse fondavo un partito, e poi
mi scompisciavo a leggere i commenti. Adesso però c’è
una cosa che non capisco: se lo scherzo è finito, perché
mi hanno sgomberato l’ufficio e hanno affidato l’inchiesta di Mani
Pulite a Lorella Cuccarini? Cos’è, un altro scherzo?

Pierferdinando Casini

Quando mi hanno invitato a partecipare allo scherzo, ci sono stato subito.
Del resto avevo cominciato a scherzare da tempo dicendo che non ero mai
stato democristiano.

Gianfranco Fini

È stato divertente ma faticoso. Per anni ho dovuto dire che
non c’entravo niente col fascismo. Ma la cosa più difficile
era mettere tutte le mattine il bromuro nel caffè a Buontempo
e Storace. Le risse in parlamento le abbiamo organizzate perché
i ragazzi dovevano sfogarsi un po’. I viaggi all’estero poi sono stati
una tortura. In America mi chiedevano perché non avevo portato
i tortellini e il cotechino. In Cina mi scambiavano per Peppino di
Capri. Adesso potremo tornare a fare la vera destra, ma ci vorranno
mesi di footing, siamo tutti ingrassati di dieci chili.

Rocco Buttiglione

Il momento più divertente è sto quando con Bianco abbiamo
finto di dividere il partito popolare. Era proprio come quando, da
piccoli, si facevano le squadre di calcio: io prendo Mancini, io
allora prendo Formigoni, e così via. Siccome eravamo dispari
è rimasto De Mita ma non l’ha voluto nessuno.

Marco Pannella

Una grande recita. Noi politici ci siamo sbranati metà delle
ore televisive. Modestamente, nella parte dell’emarginato con dieci
televisioni a disposizione, sono stato il migliore. Alla faccia di
chi davvero non ha voce, né privilegi.

Maurizio Gasparri

Che pacchia! Abbiamo occupato tutti i posti dei socialisti:
nei locali notturni, nei consigli di amministrazione, nelle
trasmissioni televisive, nei giornali. Fiori ha vissuto due
anni con i buoni mensa di Martelli. Adesso lo scherzo è
finito, ma col cazzo che molliamo i posti!

Walter Veltroni

Scrivere la sceneggiatura insieme a Zeffirelli è stata una
bella esperienza. Io mi sono ispirato a Rashomon, Buster Keaton
e Hitchock. Lui dice di essersi ispirato al «Sogno di mezza
estate», ma so che ha studiato anche i Vanzina e le tartarughe
Ninja. L’idea del buonismo? Non è mia, è una battuta di
Bambi.

Gianni Pilo

Secondo il nostro ultimo sondaggio, alla domanda: «Se esistessero
in Italia tre partiti, uno di centro destra, uno di centro e uno di
centro sinistra, votereste per uno dei tre?», la risposta
è stata all’ottantasei per cento «sì».
Questo dimostra che il Governissimo non è solo una geniale
invenzione di marketing, ma è anche espressione della
volontà popolare. Abbiamo in ballo altre grosse iniziative:
la diretta Rai di tutte le trasmissioni Fininvest e viceversa.
Un Auditel per gatti. E un sistema Bancomat mediante il quale,
a tutti coloro che assistono a un programma di Telepiùdue,
schizzerà dal televisore una copia omaggio
dell’Unità.

Gianni Letta

Mi sono molto divertito a scrivere i finti discorsi anticomunisti
di Berlusconi. Il difficile è stato insegnargli le barzellette,
perché bisogna spiegargliele un sacco di volte. In quanto
alle televisioni, l’idea di riempirle di politici è stata
geniale. Abbiamo fatto sedicimila ore di dibattiti televisivi con
volontari non pagati. Se avessimo dovuto pagare gli ospiti, saremmo
alla rovina.

Lamberto Dini

Ero a Scandicci in un teatrino parrocchiale, che facevo
Dracula contro Fagiolino. Mi è arrivata la
proposta Fininvest, ho letto il copione e ho accettato subito.
Questo film è stato una grande svolta nella mia carriera.
Sono pronto a girare il seguito.

Oscar Luigi Scalfaro

Dio ci perdonerà questa piccola bugia. Del resto anche lui
ha fatto finta di morire. Benedico questo governissimo che riunisce
sotto la sua calda ala gli italiani. Il momento più difficile
che ho passato? Quando, lo stesso giorno ho letto sui giornali che
Berlusconi si definiva «unto da Dio per combattere i
comunisti», e D’Alema definiva Berlusconi «un pericolo
mortale per il paese». Ero a una parata militare, non potevo
muovermi, e me la son fatta addosso. Per fortuna avevo il cappotto
lungo e nessuno si è accorto di niente. Le elezioni? Ma io
sono disponibile a votare quando vogliono, oltretutto il seggio
è proprio sotto casa mia.

Fausto Bertinotti

All’inizio non mi avevano avvertito dello scherzo. Vedevo che,
quando andavo ai dibattiti, i cameramen ridevano sotto i baffi.
Ho capito che c’era sotto un trucco quando il regista ha cominciato
a mostrarmi dei cartelli con la scritta: «Più
incazzato!». Adesso basta scherzi, si fa sul serio.
La nostra linea avrà due punti fissi: Costanzo e Zapata.

Umberto Bossi

Mi sono divertito un sacco. M’han detto: il tuo ruolo è di
sparar cazzate e poi smentire, farneticare, far il ribaltone,
insomma dare di matto. Modestamente è il mio forte. È
stato più difficile convincere Boso a fare il razzista: lui
in realtà è di Foggia, è stato campione pugliese
di sumo e ce l’ha a morte coi settentrionali. Anche Irene Pivetti
è stata bravissima. Lei nella vita è una ballerina
professionista di mambo, le piace bere e andare nei locali. Per
entrare bene nella parte, è stata sei mesi in convento.

Romano Prodi

Scherzo? Quale scherzo? Perché mi guardate così?

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