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Balle spaziali

Due sono le Superballe, le grandi galassie di bugie che i media tengono in vita,
sempre più arrancando e improvvisando. La prima riguarda la
necessità e l’utilità della guerra in Iraq, la seconda la
legalità e il gradimento del governo Berlusconi. Sul nano piduista,
palazzinaro e strabugiardo il fallimento e la vergogna sono tali che anche
Rutelli si è spettinato, dicendo cose che parecchi avevano capito da
tempo. Uno, il nano sbraita e millanta di parlare a nome della gente ma non ha
più la maggioranza dei consensi, ha persino paura a farsi vedere in giro,
va al bagno in elicottero, è un ologramma fardato. Due, tra Rai, condoni,
processi, leggi ad personam il suo non è più un conflitto di
interessi, ma un bombardamento alla democrazia. Tre, il neuropremier non spara
cazzate a caso, ma perché è l’unico modo per far sembrare
grave quello che ha detto, non quello che ha fatto e farà. Il fascismo fu
una gaffe lunga vent’anni? Quattro, la sinistra potrebbe cominciare a
chiamare le cose col loro nome e cercare di vincere senza inciuci, compromessi e
faide interne.
E mentre il premier-cocker saltella scodinzolando tra Bush e Putin, le
Superballe della Casa di Libertà stanno perdendo audience, proprio come
le televisioni. Ogni giorno Mezzoduro Bossi, Settecamicie Fini e Borborigmo
Buttiglione si lanciano ultimamum, diktat, accuse, smentite, rattoppi e
dietro-front: la politica italiana somiglia ormai a studio televisivo rissoso e
vittimista, in cui applaude solo la claque.
Ma uscendo dalle grane di Italiaset, è sulla guerra in Iraq che siamo nel
kolossal, e il Pentagono sforna balle da cento megatoni. Ecco il riassunto delle
ultime notizie.
La guerra in Iraq e al terrorismo internazionale è finita, ma i titoli di
coda sono lunghi perché c’erano un sacco di sponsor.
Negli ultimi mesi ci sono stati centocinquanta falsi allarmi negli Stati Uniti e
un migliaio di veri attentati in varie parti del mondo, ma la Cia funziona
benissimo.
In Iraq sono entrati, secondo il proconsole Bremer, centinaia di noti terroristi
siriani, yemeniti e sauditi. Da dove sono passati e chi li ha fatti passare? La
Cia ipotizza un traffico di gommoni albanesi nel golfo Persico, oppure una
metropolitana nel deserto progettata da Alì la Talpa, il Lunardi
dell’Islam. Secondo Colin Powell è quasi certo, a questo punto, che
Saddam non possedeva armi di sterminio. Ciò prova la pericolosità
del dittatore che ha simulato di possedere armi di sterminio perché gli
Usa lo attaccassero e il dittatore potesse sputtanarli dimostrando che non
c’erano armi di sterminio. Ma noi, ha concluso Powell, lo smaschereremo
trovando le armi di sterminio. Se qualcuno trova un punto debole in questo
ragionamento, è un fiancheggiatore di Al Qaeda.
L’allarme antrace degli Stati Uniti, per evitare le continue emergenze e
relative smentite, avrà luogo il mercoledì e il venerdì per
i numeri civici pari, martedì e giovedì per quelli dispari.
Lunedì carbonchio. Sabato e domenica la Cia è chiusa e gli
americani dovranno arrangiarsi.
La liberazione dell’Iraq è stata accolta dalla popolazione con la
massima gioia. Non passa giorno che i soldati americani non vengano festeggiati.
Il coraggioso Bush ha dichiarato: noi non ce ne andremo dall’Iraq ma
soprattutto non ci andrò io, mica sono così fesso da farmi
ammazzare. Dopodiché è andato a fare lo sborrone in tuta mimetica
tra i marines di un campo ben recintato in Florida.
La Cnn ha diffuso un nuovo video di Bin Laden, trovato dalla Cia in un pornoshop
di Baghdad. Il pericolosissimo Osama è ritratto in piedi, di spalle
contro un muro, insieme a un amico sceicco. Secondo la Cia i due dicono: Non
dovevamo attaccare a Riyadh, dovevamo attaccare a Parigi e a Treviso , ma stai
attento a non voltarti che le telecamere satellitari ci stanno inquadrando
.
Secondo un interprete arabo la conversazione invece è questa: Non
dovevo mangiare tutti quei peperoni, adesso ho la cistite. E stai attento a non
voltarti che mi stai pisciando sui piedi
.
Su Saddam ci sono due ipotesi: o è morto, o è contemporaneamente a
Baghdad o in Bielorussia o in Siria. Secondo la intelligence della Cia, la prima
ipotesi getta forti dubbi sulla seconda.
A Guantanamo i prigionieri sono trattati secondo la convenzione di Ginevra.
Vengono torturati un’ora esatta cronometrata con un orologio svizzero, non
un minuto di più.
Nuovo scandalo per il libro di un maggiordomo: dopo la presunta relazione tra
Carlo d’Inghilterra e un valletto, e quella tra Blair e gli Iron Maiden,
sta per uscire un nuovo piccante memoriale. Secondo il cuoco di Bush, questa
estate il presidente e Berlusconi cercarono di avere un rapporto contro natura
rimanendo un’ora intera senza parlare di soldi.
Bush ha chiesto al congresso altri dieci milioni di dollari per la difesa degli
interessi nazionali, e cioè per pagare l’equipe di sceneggiatori
che dovrà preparare il dossier di balle per l’attacco alla
Siria.
Bush ha detto (giuro) che la ricostruzione è iniziata, in quanto sono
stati portati a Baghdad cinquecento guanti da baseball per i marines. Il campo
da golf non c’è ancora, ma le buche non mancano.
Secondo un rapporto segreto del Pentagono, l’ultima campagna di guerra
aveva dieci obiettivi: 1 — catturare Bin Laden;
2 — catturare il mullah Omar; 3 — catturare
Saddam; 4 — trovare gli arsenali chimici e nucleari;
5 — porre fine agli attentati terroristici;
6 — riportare la pace e la tranquillità in Iraq e
garantire l’incolumità di tutti; 7 — valorizzare il
ruolo dell’Onu e della diplomazia nel mondo;
8 — risolvere la questione palestinese;
9 — rinsaldare i regimi moderati in Medio Oriente;
10 — decuplicare le spese per gli armamenti e i relativi
guadagni delle industrie belliche. Uno solo sui dieci obiettivi e stato
raggiunto. Dopo questo elenco di balle, promesse non mantenute e truffe
mediatiche, capite perché Bush e Berlusconi sono così amici?

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