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Al Senato la legge sull’aborto deve essere leggermente emendata. Noi di Comunione e Liberazione siamo moderni e progressisti, ma la vita umana va rispettata. Il feto, a 90 giorni,
è già vivo e capisce. Il suo grado di intelligenza è 0,006, che
sta, nella scala, tra un’alga e De Carolis. Per questo l’aborto
va concesso solo entro le 24 ore, e solo per le donne violentate dal padre, da un fratello negro, da uno zingaro ubriaco o da una coppia di animali a piacere.
In ogni caso, l’aborto non verrà concesso se la donna avrà
provocato il violentatore con braghe strette, trucco sugli occhi o camminando per strada o coricandosi discinta. L’aborto sarà negato anche quando il violentatore abbia agito per
cause di forza maggiore. Ad esempio, ci sarà fra breve la
visita di Tina Anselmi in Russia con 80 industriali. Se un
industriale, sconvolto dalla presenza di quell’unica donna,
decidesse di violentarla nella corriera (sempre che si vada
in corriera), ebbene l’Anselmi se la sarà voluta e non potrà
abortire. Oltre tutto un figlio è sempre un dono del cielo,
soprattutto il figlio di un industriale. Non si può ucciderlo,
anche perché a 90 giorni ha già il gorilla.
In quanto a Seveso, ci dispiace, ma neanche qui l’aborto
può essere consentito. La diossina, come dice il nome stesso,
è anch’essa un dono di Dio. Se qualche bimbo nasce stortignaccolo pazienza, lo si può dare al Cottolengo, al Papa o
ad un circo. Oltre tutto, non si può appurare alcun legame
tra la diossina e le malformazioni, quelle accadute finora sono normali, aspettiamo ad avere duemila casi, e poi potremmo parlare su dati di fatto e non su supposizioni.
In quanto al luogo ove praticare l’aborto, noi proponiamo
di escludere gli ospedali e le cliniche private. Il posto ideale
potrebbe essere un centro aborto, formato da 4 preti, un carabiniere e un medico. I 4 preti dovranno dissuadere la
donna con argomenti sempre più convincenti, da brani della
Nemesi ai discorsi di Fanfani, da foto di Shirley Temple a
diapositive dell’Inferno. Il carabiniere dovrà redigere un verbale di 8 pagine con macchina da scrivere, portando guantoni da boxe, senza prendere caffè e senza incazzarsi. Il medico farà una visita accurata davanti a 20 studenti di medicina. Porrà domande di natura scientifica quali «perché non
ci ha pensato prima» e altre.
Se la donna avrà passato queste prove, il suo nome verrà esposto in comune.
Qualora entro 9 mesi nessuno abbia opposto ricorso alla sua domanda
di aborto, la sua pratica passerà ad una commissione di vescovi a Roma. Dopo la normale procedura burocratica le verrà posta la domanda «vuole ancora abortire, visto che ora
si dovrebbe fucilare suo figlio che ha 16 anni?». Alla sua
coscienza di madre la risposta.
Per finire: noi e tutti i gruppi cattolici progressisti come
noi, proponiamo che alla frase «l’aborto è consentito» venga sostituita la frase «l’aborto è consentito nei paesi scandinavi» che non muta, sostanzialmente, il contenuto della
legge.
Il Signore sia con voi. Crescete e moltiplicatevi. Visitate
la Camargue (annunci a pagamento). Votate Dc. Amen.
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