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Scena: Montecitorio, la mattina presto. Bussano alla porta.
«Posta!» Un postino rovescia nella buchetta un quintale
di buste di tutte le misure.
ANDREOTTI. Povero me! Ancora lettere! Segretari, segretari
(arrivano Donat-Cattin e Colombo) per favore, il programma della giornata...
DONAT-CATTIN. Anzi tutto bisogna rispondere a La Malfa.
ANDREOTTI. Ma gli ho già risposto!
DONAT-CATTIN. Sì, ha risposto alle 13 prime domande, ma
La Malfa è rimasto così contento che ne ha mandate altre
32. Trenta sono economiche, le ultime due sono: 31) qual
è il fiume più lungo della Bulgaria;
32) quale sarà l’atteggiamento di Carter, se Romita cercherà di baciarlo?
ANDREOTTI. Risponderò. E poi cosa c’è?
COLOMBO. C’è una lettera di Forlani con due domande:
1) Meglio mandare Panatta a giocare in Cile o Fanfani a visitare Disneyland? (Nota: insistono tanto tutti e due);
2) È più raro il panda o il liberale?
ANDREOTTI. Non ho tempo per rispondere a queste cose.
Guarda qui quanta posta. Lettere dalla base. «Playboy»
che chiede un’intervista con Moro e quattro foto nature di
Tina Anselmi, o viceversa. E poi Monti che mi ringrazia
dei miliardi e mi assicura che chiuderà dei giornali, ma
aprirà al loro posto dei conti correnti. Poi una cartolina di
Zac da Riccione. E poi questi qui che vogliono le roulotte,
e questi che vogliono le maschere antigas, e poi i dépliant
del Club Méditerranée e i dépliant della Lockheed e poi
questa lettera... Guarda qua... oh Dio, ancora!
DONAT-CATTIN. Cosa c’è? un’altra lettera anonima?
ANDREOTTI. No, è ancora Berlinguer, riconosco la calligrafia.
COLOMBO. Cosa dice?
ANDREOTTI. Dice se possiamo vederci giovedì sera davanti
al cinema Astra. Lui sarà dentro una 127 blu con la scritta
«Autoscuola Zaniboni». Io devo essere travestito da cieco,
con un cane lupo con lo scudo crociato.
DONAT-CATTIN. Non vada, potrebbe essere pericoloso.
ANDREOTTI. Ci penserò. Cosa c’è dentro quella busta
rossa?
COLOMBO. È lo smoking del presidente Leone. L’aveva
mandato al lavasecco.
DONAT-CATTIN. E qua c’è una cartolina del Santo Padre.
Veduta di San Pietro, con dietro scritto: «Caro Giulio,
unicuique suum».
ANDREOTTI. Cosa vuol dire?
COLOMBO. Dev’essere una nuova tassa. L’hai fatta tu?
DONAT-CATTIN. Ancora lettere. Qua c’è Bartolomei che
scrive: «Truppe mafiose accampate periferia Catania, stop.
Visibile fumo accampamenti. Impossibile uscire città assediata,
neanche con scusa di andare a comprare antibiotici
per Gava. Inviare subito 2000 paracadutisti, cannoni, ba-
zooka, mezzi anfibi».
ANDREOTTI. Richiesta bocciata.
COLOMBO. Questa lettera viene dalla questura e dice:
«Scoperti collegamenti tra fascisti, anonima sequestri e massoneria.
Necessari almeno 200 arresti. Procediamo?».
ANDREOTTI. Rispondi. Procedura ordinaria con sconto
80%. Capiranno.
DONAT-CATTIN. Ma non avevamo abolito tutti i trattamenti
di favore?
ANDREOTTI. Sta" zitto tu o metto l’una tantum sui doppi
cognomi.
COLOMBO. Altra lettera. Il Friuli chiede 2000 roulotte
e quando cominciamo a costruire le case.
ANDREOTTI. Il Friuli? Cos’è? Un ente nuovo?
COLOMBO. Non si ricorda, onorevole, c’è stato anche due
mesi fa...
ANDREOTTI. Ah sì, ho capito, ho capito. Mandiamogli 40
tende in plastica e Cossiga in visita. C’è altro?
COLOMBO. 800 lettere di gente che vi dichiara la sua più
completa sfiducia, un’offerta di detersivi e il conto del salumiere.
ANDREOTTI. Rispondi a tutti, ma stiamo attenti a non uscire dall’arco costituzionale.
COLOMBO. Il salumiere legge «Il manifesto».
ANDREOTTI. Guai a voi! Non rispondete! Dialoghiamo
solo tra noi democratici.
DONAT-CATTIN. Qua ci sono 88 missini che si dichiarano
pronti a fondare un movimento che si chiami Ifadlsas (In
fondo a destra la seconda a sinistra) che non sia proprio
fascista, né proprio democristiano, insomma una via di mezzo tra un Tedeschi che ha mangiato bene e un De Carolis
appena tamponato da un capellone.
ANDREOTTI. 88, hai detto?
DONAT-CATTIN. Sì. Devo rispondere?
ANDREOTTI. Manda 88 fotocopie e mangia l’originale.
Così nessuno può dire niente.
COLOMBO. Sono già le nove. Direi di cominciare a scrivere.
Qui ci sono le solite 300.000 di francobolli, e tra un
po’ arriva un operaio, così gli facciamo leccare la colla.
ANDREOTTI. Ragazzi, adesso basta, lasciatemi scrivere.
(Comincia a battere a macchina con un dito solo, con grande
impegno.) «Caro Enrico. Il tempo è bello. È così limpido
che da Montecitorio si può vedere la nube di gas di Marghera.
Io sto bene, il mio staff di tecnici è molto affiatato e
ieri durante la seduta ci siamo fatti una carbonara. Come
forse saprai, dopo la vittoria di Carter...»
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