I NUOVI FASCISMI SECONDO BENNI
Alla Sirenella partono i seminari della
Pluriversità e dell'Immaginazione.
Il dialogo coi Ds
tratto dall'edizione bolognese de la Repubblica di mercoledì 27 ottobre 2000

«Smettiamo di chiamarlo "il seminario di Benni": è sempre più il seminario di un gruppo di persone che lavorano insieme con molto entusiasmo e senza prendere una lira». un gruppo che ormai conta, spiega Stefano Benni dal piccolo palco della grande sala Sirenella, un quarantina di persone, riunite nella Pluriversità "Grazia Cherchi". Da quest'anno hanno una sede, in via Andreini 2, e una sala piccola che può accogliere 60 persone e, quando necessario, la Sala Sirenella. Da una Casa del Popolo, Stefano Benni, Alessandro Castellari, Massimo Mari, Augusta Nicoli, Guido Armellini, e nuovi «maestri» come il magistrato Libero Mancuso e il neonatologo Franco Foschi, riprendono il discorso interrotto con la denuncia contro i «craxisti dal volto umano» al governo di Bologna. «Siamo tornati perché una parte della sinistra, che un tempo ci ignorò, oggi ha deciso che la nostra esperienza critica era valida», ha spiegato Benni. Si riparte dai e assieme ai Ds: è stata Giovanna Grignaffini a proporre alla Pluriversità di ricominciare a Bologna, e non a Modena, dove Castellari stava cercando sede e iscritti. Quelli che iniziarono come seminari sull'Immaginazione nella letteratura si sono trasformati oggi in qualcosa di più apertamente militante, corsi, ricorsi, lezioni e conferenze sul «Pensiero unico: nuovi conformismi, nuovi fascismi».

Si parlerà del conformismo e della resa culturale della sinistra; si parlerà della strategia del terrore e dei misteri d'Italia, dal Caso Moro ad Ali Agca; delle nuove frontiere della medicina, dall'inseminazione artificiale, al rapporto tra inquinamento e salute; si parlerà di scuola e di come rinnovarla; si affronteranno stereotipi e pregiudizi nei confronti del «diverso». Sei seminari, ciascuno dei quali accoglie al proprio interno interlocutori diversi, talvolta diversissimi (Beppe Grillo e Umberto Galimberti, per dirne due), e poi letture interetniche rivolte ai bambini, iniziative e spettacoli di autofinanziamento, incontri con gli scrittori: questo è il programma di attività presentato ieri da Stefano Benni e Alessandro Castellari. Si sostiene con le sole quote di iscrizione: «Saranno i fatti a premiarci o a respingerci».
I fatti avranno inizio il 13 febbraio, con il seminario di Libero Mancuso sui misteri d'Italia (e di Bologna), quello di Franco Foschi sulle nuove frontiere della medicina e quello di Benni su «nuovi fascismi e nuovi conformismi».
«Per affrontare il problema dei nuovi fascismi dobbiamo conoscere il vecchio e chi lo ha alimentato». Per farlo Mancuso ha ottenuto l'adesione di magistrati come Giancarlo Caselli, che parlerà di mafia e politica, di Carlo Mastelloni (Gladio), di Giovanni Salvi (desaparecidos e complicità internazionali), di Giovanni Pellegrino (il caso Moro) e di Rosario Priore (Ali Agca e il terzo segreto di Fatima).
«Contro il nulla infiocchettato e miliardario che da molti anni sta imperando a Bologna, e simula cultura a Bologna», «contro la resa culturale della sinistra al modello della destra», Benni terrà una decina di incontri, ospitando altrettanti interlocutori: Umberto Curi sull'angoscia della complessità, Massimo Mari su psichiatria, soggettività e conformismo, Beppe Grillo sulla new economy («viene gratis e credetemi, per Beppe è davvero una grande prova»), Rossana Rossanda o Valentino Parlato sulle parole della nuova politica, Filippo Gentiloni su razzismo e tolleranza religiosa, Alessandro Baricco sulle musiche del futuro, Titti e Alessandro Castellari sulla scuola, Loris Campetti sul lavoro, Umberto Galimberti sulla tecnologia, Goffredo Fofi sull'immagine, Gianni Mura sullo sport.
In ottobre l'attività riprende con altri tre seminari: il centro Minguzzi ne cura uno su «storie e pregiudizi», lo coordina Augusta Nicoli; Guido Armellini parlerà degli «imprevedibili sentieri della scuola fuori dall'aziendalismo». Carlo Marulli, infine, affronterà la domanda: «dov'è l'operaio?», assieme a storici ma anche ad operai che verranno da Bologna dall'Inghilterra, dalla Polonia, da altri paesi.
Un'iniziativa è prioritariamente rivolta ai bambini: si invita il rappresentante di un'etnia, araba, o cinese, o africana, a raccontare le favole della tradizione del suo paese a una classe interetnica di bambini, con traduttore a fianco. Qui daranno una mano anche Pino Cacucci e Francesca Ciampi. Assieme alla rivista "Lo straniero" di Fofi verranno organizzati alcuni incontri con grandi scrittori: due dei quali potrebbero essere Coetzee e McEwan.
Jazz e serate di poesia sosterranno l'autofinanziamento: e si è cominciato ieri , con un concerto della Metallurgica Viganò, commedia musicale etnoindustrialfolk con la regia di David Riondino. Ma la principale entrata resta la quota d'iscrizione: iscrizioni a gennaio (informazioni Associazione Calvino, 051224039).

BRUNELLA TORRESIN


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