Quattro incontri all'insegna della fiducia, quattro piccoli spazi in una
città e in un paese dove il conformismo culturale sta moltiplicando
i suoi iscritti.
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La forza della scrittura e la miseria
dell'informazione. Il confronto tra le parole che ancora ci servono e
quelle inutili, dissipate, spettacolarizzate dei media. Con interventi di
filosofi, giornalisti, scrittori e cibernetici. Per affermare che la
«verità» della parola non deve essere consegnata a
nessun padrone, a nessun mass-mediologo, a nessuna depressa ideologia
dell'informe.
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Gioia, entusiasmo, speranza: sono parole faticose da abbinare al termine
«psichiatria», ma gli amici del Minguzzi e Gianni De Plato
vogliono animarle e discuterle, come idee necessarle, praticabili,
comunicabili verso le «felicità
possibili».
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Insegnare a «far giochi». Manualmente, col laboratorio di
marionette, giochi per l'handicap, costumi e pupazzi del «mago della
gommapiuma» Giorgio Perotti. Con le idee, imparando a scrivere
copioni, a farli interpretare, a scoprire la ricchezza dei giochi di
tradizione e parola. Sotto la guida di Francesca Ciampi, un incontro per
stimolare la scienza della «giocologia».
Per aiutare poi alunni e bambini nella naturale vocazione di «farsi
da soli» i propri giochi.
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Una serie di letture «interetniche».
Insieme al gruppo teatrale «La Baracca» e a Pino Cacucci
chiameremo i rappresentanti delle etnie ospitate a Bologna a leggere le
loro favole, le loro storie, a un pubblico di bambini e adulti del loro
paese, del nostro paese, di altri paesi. Per non incontrare il diverso
solo nel momento della miseria e del bisogno, ma nella comune ricchezza
immaginativa e culturale. Al di là del razzismo e delle esibizioni
di beneficenza, con la fiducia che le storie sappiano parlarsi meglio
delle banche mondiali e dei decreti di espulsione.
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