Stefano Benni presenta... Intervista al LUPO

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 Seconda parte   (per leggere la prima parte, clicca qui...) 

Dopo aver sentito pochi giorni fa l’ennesima cazzata del nostro premier ed essermi vergognata della mia nazionalità, ho pensato: non sarebbe bello poterlo citare per “vilipendio al popolo italiano”? (Ale)
Qualcuno l’ha già fatto, forse. Ma vedrai che il vero processo glielo farà la storia, e il nostro ducetto farà una bruttissima fine, come tutti i tiranni, quelli grandi e quelli miserabili come lui. Scommetti che avverrà presto?

La domanda è... sei sposato? No perché mi sono innamorata di te e se sei libero ti sposo... (Malajana)
Non sono sposato, ma sono ragazzo padre e ho un figlio di 14 anni alto, biondo bello e intelligente, per cui quando lo vedi sposi lui.

Giorni fa girando per le tv satellitari mi sono imbattuto nella nefanda Mediolanum Tv ovvero la scuola di procacciatori di polizze e fondi comuni, mi sono molto stupito di aver visto un attore che leggeva brani dal tuo (bellissimo) libro Stranalandia e mi sono chiesto due cose:
1) Stefano lo sa?
2) Stefano è contento di ciò?
(Pierpaolo)
Stefano non lo sa.
Stefano non è contento, ma la televisione è un mondo a parte, hanno l’immunità catodica.
Ma c’è chi ha fatto di peggio, Sorrisi e Canzoni ha preso un pezzo di Bar Sport, tagliuzzandolo e pubblicandolo senza neanche chiedere il permesso. Quando abbiamo chiesto il perché hanno detto che loro “possono tutto”. Perciò fai girare la voce: nessun Benniano compri mai più Sorrisi e Canzoni (ma mi sa che sono pochi).

Trovo che Achille piè veloce sia una delle cose più personali e intime che tu abbia mai scritto, soprattutto quando racconti il “luogo” dove nasce la tua scrittura. E’ solo una mia impressione? L’hai poi richiamata la madre di Achille? Credi che lo farai a breve? (Saverio)
Achille l’ho conosciuto davvero, assomiglia in piccola parte all’Achille del libro. La madre invece è tutta inventata.

Come mai quasi più nessuno si ammala di fantasia? (Luca Ceolin)
Ma se tutti i miei lettori hanno quarantuno di fantatemperatura, e anche tu, secondo me...

Ma è più bella la tua Pilar o la Julie di Pennac? (Luca Ceolin)
Sono meravigliosamente diverse, quando camminano insieme sul lungomare.

Dai tuoi libri si capisce che hai ancora speranza. Cosa riesce a farti sperare quando stai per disperarti, quando tutto appare come troppo spesso appare? (Paobruso)
Quando tutto appare come troppo spesso appare, guardo meglio, insisto a guardare con curiosità e attenzione e trovo che tutto appare meglio di quanto appariva in un primo momento oppure mi appare qualcosa che prima non era apparso oppure mi appare qualcuno che mi fa apparire le cose diverse e soprattutto mi appare la certezza che il mio futuro appare migliore di quelli che vogliono farmelo apparire peggiore, e costoro sono destinati a un futuro assai peggiore del mio. Che te ne appare?

Volevo chiedertelo da un mucchio di tempo: com’è finita la rivoluzione dei papaveri? (Saverio)
Con dei gran starnuti.

Secondo te qual è il libro più bello che hai scritto? (Federico)
Li amo tutti. Ma Blues in sedici è quello che vorrei leggessero tutti, anche perché è il fratellino sfortunato: essendo un libro di poesia ha venduto meno di tutti.

Hai mai pensato di scrivere un libro a quattro mani con Daniel Pennac? (Penelope)
Con Daniel no. Con Sharon Stone, sì.

Sto leggendo il libro e mi ha colpito, tra le altre, una frase: “Achille mi dà forza...”. Mi sono venute in mente subito “l’altra metà della verità” che spinge Lee di Comici Spaventati Guerrieri e la figura dei maghi Baol che incoraggiano ed infondono coraggio. Premesso che i tuoi libri sono una delle cose che mi danno forza, come descrivi tutto ciò e cos’è che a te “dà forza”? (Gianluca Donato)
Mi sento libero. Meno forse di quanto vorrei, ma tanto più di altri che lo meriterebbero. Questa libertà, questo poter vivere a testa alta, mi dà un grande forza e una grande responsabilità. Mi piace la battaglia della mia vita, mi piacciono quelli che sento al mio fianco. “Comici spaventati guerrieri” è un titolo che mi piace ancora.

Come si pone Stefano Benni rispetto alla crisi dell’Ulivo Mondiale di 2 anni fa, e rispetto alla attuale rimonta dell’Ulivo, tenendo anche conto che il generale Wesley Clark è appoggiato nella campagna elettorale da Bill Clinton, e che Giovanna Melandri ha smesso di allattare da un pezzo, quindi avrebbe anche più tempo? (Elvis)
Mi viene voglia di fare come Elvis: tornare al mio pianeta di origine, Trafamaldor nella galassia di Ukr. Ma c’è tanto da fare qui...

Tra gli scrittori Italiani della fine del 900 la figura del Benni si staglia come un campanile in un paesino di montagna; dica quali altri scrittori si possono intravedere nel paesaggio, a debita distanza, e se c’è qualche scrittore di destra che Lei stima. (Elvis)
Un sacco di scrittori di destra, o ritenuti di destra, Pound, Celine, Radiguet. Su Emilio Fede e Alberoni ho qualche dubbio.

Mi serve una frase d’effetto, una risposta da dire quando mio padre, il quale non ha mai letto un romanzo in mezzo secolo, mi urla di lasciar perdere “i romanzetti, ché non servono a nulla”. (Andrea G.)
Digli che lo hanno già detto Goebbels e Berlusconi.

Cosa ne pensi del fatto che le ore di Italiano nelle scuole Italiane siano state ridotte a SETTE alla settimana, contro le TRE di Inglese? (Andrea G.)
I’m a little bit scared.

Perché il mio fisico si sente meglio solo quando il nostro Ducetto è in visita pastorale all’estero? E poi, Ducetto o scherzetto? ...qual’è il trucco del nostro uomo-nutella per rimanere così ignorante nonostante l’ormai veneranda età? Ma soprattutto, perché l’Erba più famosa del mondo è una droga pesante se la usa il mio amico X, ma se la usa un VIPS P2 diventa un farmaco contro lo stress? (Andrea G.)
Perché l’avidità di potere è la droga più letale, annichilente, velenosa. Ed è la droga da cui è più difficile liberarsi. Guarda che facce che hanno, i nostri tossiconorevoli del governo.

Hai mai pensato che dai tuoi libri potessero nascere nuovi scrittori ispirati ai tuoi mondi? Dei piccoli “Stefani Benni” che provano il mondo della scrittura in modo serio seppur personale? (Carmilla l’ele)
Mi piace pensare che dai miei libri nascano idee, sogni, incazzature, amori. Cloni no.

Premetto che quando ho letto per la prima volta La Compagnia dei Celestini mi incazzavo a dismisura per tutti quei nomi propri, e nomignoli, e sostantivi aggettivati e altre diavolerie fantasmagoriche di un lessico marziano, e mi chiedevo in continuazione se ci fosse almeno in parte un briciolo di verità storica, semiotica o latina nell’etimologia. Insomma oltre alla vena — o arteria che sia — artistica e fantasiosa, che dizionario usi? E soprattutto, quanto ti impegna la ricerca dei nomi propri in una descrizione di un personaggio? (Marcobaldo)
La verità storico-semiotico-etimogenetica c’è e come: è tutto greco, latino, sardo, molisano, montanaro appenninico, pidgin rock, è la storia geologica della nostra lingua italiana bella e bastarda. Non uso il dizionario, esco per strada. E ci tengo a scegliere bene i nomi, in un libro ogni parola è preziosa.

Hai mai pensato di scrivere un libro esclusivamente sui temi trattati da Euripide o da Isocrate? (Claudia)
Sì ma loro mi hanno diffidato.

Un libro è un viaggio o una meta? (Samy)
Come lettore e come scrittore ti direi che è più in viaggio. Ma è una bella, diabolica domanda.

Quali parole mi suggerisci di usare per dire a un uomo che mi piace? (Elvira)
Digli: ho chiesto a un altro uomo di suggerirmi le parole con cui dirti che mi piaci, poi ho preferito trovarle io. E poi, vai, Elvira...

Ho 27 anni e quando ne avevo 16 ho letto Terra! e l’ho trovato magnifico.
Da pochi mesi ho scoperto Douglas Adams ed ho letto la saga della guida intergalattica.
In qualche modo uno mi ha ricordato l’altra... o viceversa... Tu hai mai letto Douglas Adams? E se sì, cosa ne pensi?
(Gennaro Di Marino)
Mi piace moltissimo, anche se ha avuto un inizio folgorante, poi si è perso in una dolorosa nevrosi. Ci sono due o tre idee nei nostri libri che si assomigliano moltissimo. Ma giuro che non ci siamo copiati. Io perché l’ho letto dopo aver scritto Terra!, e lui perché non mi ha mai letto.

Quando sei in treno, in autobus o in metro hai più paura di essere riconosciuto da un fan che vuole consegnarti il suo capolavoro o che qualcuno ti ceda il posto? (Valeria)
I miei fan, che preferisco definire lettori appassionati, sono in genere molto simpatici. Nessuno mi ha mai ceduto il posto. Per paura che mi accada, viaggio con una sedia legata al culo.

Credi a Dio? (Il platipo)
Dipende da cosa mi racconta.

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