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Quarta ed ultima parte
(per leggere la terza
parte, clicca qui...) Cosa rispondi, O Lupo, a questa Domanda? (Massimo) Uffa, sempre la solita. Credi che ci sia sempre autobiografia in ogni scritto? (Francesca) C’è sempre il mondo. Ciao, ho letto il libro in 3 giorni e mi è piaciuto moltissimo! Sono come Achille, anzi, più fortunata perché esco, vedo amici e lavoro, ma pure io ho una bella Xanto che piroetta e molti degli stati d’animo di Achille mi appartengono profondamente. Vorrei sapere come sei riuscito a descriverli così bene e se davvero hai conosciuto qualcuno come lui. (Mary) Sì, l’ho conosciuto, siamo stati amici. Non c’è più da diversi anni. Le domande di questa intervista sono state scelte in base a quanto risultavano interessanti o in base a quanto fossero interessanti le risposte che eri in grado di dare? (Martina) Non le ho scelte io ma Fabio, chiedilo a lui. Di David Bowie come autore che ne pensi? (Martina) I primi testi erano abbastanza sorprendenti e poetici, ultimamente si è involuto, spesso non lo capisco. Ma con tutte le verità che scrivi sul Manifesto, facendo nomi e cognomi, quante denunce ti sei preso? Oppure il nano il Manifesto non lo legge? (Andrea) Ne ho prese anche con Repubblica e con l’Espresso, ma il gioco dei potenti è diverso, più subdolo. Fan finta di niente e poi ti mettono nelle liste di proscrizione, oppure telefonano al direttore e chiedono un’intervista riparatoria, oppure minacciano di ritirare la pubblicità. Il nano legge il Manifesto, o almeno i suoi sgherri lo leggono e poi fanno la spia. Quando scrivi, ridi delle tue battute? Riescono a sorprendere anche te che le scrivi? (Andrea) Qualche volta sì, anche mentre scrivo. Qualche volta rileggo e rido ancora. Qualche volta rileggo e dico: ma cosa cazzo ho scritto. Com’è nato il monologo di Comici Spaventati Guerrieri e cosa significa per te? (Vale) Significa ricordare un amico che mi ha ispirato la figura di Lee. Nei tuoi libri i protagonisti sono quasi sempre dei bambini, come mai invece in Achille hai scelto personaggi adulti? (Simbul) I personaggi dei libri possono crescere, ringiovanire e invecchiare da una pagina all’altra. Non hanno età. La copertina di un libro non serve solo ad invogliare all’acquisto: può diventare anche parte integrante dell’esperienza della lettura, fornire materiale alla fantasia, racchiudere tutto il libro in una pagina. Sei tu a scegliere le copertine dei tuoi libri? E se è così, con che criterio? (Simbul) Mi piace farle disegnare a persone che stimo, come Cuniberti, Igort, Palumbo, Mulazzani e altri. Oppure scegliere un quadro che amo, come Kandinsky. Qualche volta le ho scelte io, qualche volta c’è stato un compromesso. Non sono così decisive, ma una copertina brutta dà fastidio. Ascolti mai musica mentre scrivi? (Simbul) No, se scrivo non riesco a ascoltare musica. Ho bisogno di silenzio. E’ più facile scrivere delle domande o delle risposte? (Simbul) Uguale. Leggendo dei tuoi rapporti con i traduttori mi è venuta in mente la teoria (nonricordopiùdovel’holetta) secondo la quale gli esseri umani sarebbero una sorta di cellule impazzite del sistema terrestre, ormai in metastasi. Le cellule bianche e mascule le più maligne. Ti sembra verosimile? Se sì allora noi benniani siamo un po coloured! (Carmine Pongelli) Non capisco bene. E poi non esistono i benniani. Sai bene che Obi Ben Kenobi, il capo del pianeta da cui veniamo, non vuole che sveliamo il nostro segreto. Penso che siamo tutti un po’ Achille. Quando ci sentiamo indifesi, quando le nostre ragioni non bastano perché forze più grandi ci immobilizzano. Hai descritto Achille pensando anche a questo o è una cosa che esce fuori casualmente più che dalle tue intenzioni? (Andrea) No. Siamo tutti un po’Achille e un po’ Ulisse, un po’ Penelope e un po’ Circe. E’ il suo bello. Invece Silvio resta sempre Silvio, poveretto. Hai detto (con qualche dubbio) che la vita dei libri e quella reale hanno qualcosa da insegnare l’una all’altra. Pare che ultimamente hanno smesso di parlarsi. Allora che facciamo? Come Pepe Carvalho bruciamo libri nel camino per vendicarci per L’isola che non c’è che ci hanno fatto sognare? (Mago) Si parlano ancora, e come. Ero in Spagna due giorni fa, e vedevo come la gente commentava con dolore la scomparsa di Montalban. Montalban è entrato nella loro vita, gli ha parlato, li ha sedotti e fatti arrabbiare. Come un amico, che incontri ogni giorno. I primi cinque dischi della tua vita? E i cinque libri? (Scusa ma sto leggendo Alta Fedeltà di Nick Hornby e sono diventato vittima delle sue manie di fare classifiche.) (Nino Di Leva) Non posso. Ti dico cosa stavo ascoltando fino a un momento fa: Buzzing flydi Tim Buckley. E cosa sto leggendo, anzi rileggendo: Mayakovsky. I tuoi romanzi diventano sempre più crudi, c’è un filtro sempre più sottile fra la realtà e i personaggi del tuo romanzo, o il modo di raccontare le loro azioni. L’Egoarca è diventato il Duce, l’intuibile erotismo è diventato quasi pornografia, e così via. Il dialogo fra Ulisse e Febo è divertente ed agghiacciante, da quanto è verosimile. E’ perché il personaggio di Achille ha bisogno di una scenografia più vicina a lui, e non troppo “fiabesca”, o perché la realtà sta raggiungendo e sorpassando qualsiasi fantasia? C’è sempre più amarezza, e sempre meno speranza, è vero? (Mauro) No, sono pieno di speranza. Il mondo è peggiorato, io no. Io sono più lucido, più incazzato, più confuso e paradossalmente, più felice, perché posso scrivere e battermi. Cosa ne pensi di queste librerie che ingrandiscono a vista d’occhio, si fagocitano a vicenda, vendono di tutto, e alla fine può venire addirittura voglia di fuggire, vedendo le persone aggirarsi stordite tra banchi senza fine, poster, frasi ad effetto? (Un veltro tra feltro e feltro) Caro amico dantista: le librerie mi piacciono quasi tutte. Nei megastore si combatte a colpi di cannone, nelle piccole librerie all’arma bianca. Certo, anche a me piacevano più le librerie di una volta. Ma le maxi-librerie Feltrinelli sono comunque un’arma culturale, antitelevisiva, anche se anch’io a volte mi ci sento a disagio. Caro Stefano, mi chiamo Stefano, proprio come te. Il problema — per me — è che tu ti chiami anche Benni, io no. Ti andrebbe di prestarmi il tuo cognome per qualche giorno? Il tempo di presentarmi a qualche casa editrice e proporre qualche mio grafonuloma. Poi te lo restituisco, e come interessi ti regalo un paio di miei soprannomi. Oppure, ti noleggio gratuitamente il mio cognome per, diciamo, un mesetto. Ti prego, accetta questa proposta, ti regalo anche il mio codice fiscale e il mio numero civico! E il luogo di nascita di un paio di miei cugini! Prestami almeno la tua genialità... (Stefano) L’unico vero obiettivo di uno scrittore è essere unico. Perciò vai per la tua strada. Se invece ti chiami Spielberg, facciamo cambio, ho bisogno di venti miliardi per far un film da Terra!. E’ mancato mio nonno la settimana scorsa, mi son chiesto: che fine ha fatto? Che ne dici? Domanda di riserva: fumi? (Sergio) Credo sia da qualche parte nella galassia di Vega che beve con Marylin Monroe. No, non fumo, ho fumato solo un anno della mia vita, nei militari. I tuoi modelli, vicini, affini, cugini e zii in narrativa li si trova abbastanza facilmente... Ma con le poesie ho più problemi. Chi sono i tuoi poeti preferiti (soprattutto tra quelli che non cantano)? E quelli che ti assomigliano di più? (Filippo) E dai con le classifiche. Ti dico il poeta che ha cambiato il mio modo di pensare la poesia: Eliot. Come diamine fai a sopportarci tutti (intendo noi, tuoi lettori appassionati, che cerchiamo di continuo un contatto diretto con te, quasi fino spingerci a perdere la dignità)? (Alessandra) Vi amo, mi avete reso quasi ricco e alcuni di voi sono delle bionde mozzafiato. Non pensavo che avessi il fegato e il tempo di rispondere personalmente a tutti i messaggi, ma dopo anche disattenta lettura posso vedere chiara la tua faccia e sentire la tua voce pronunciare le parole. Ma come fai? (Silvia(s)eXbomb della CIA) Fabio mi paga in mozzarelle napoletane. E’ mai venuto qualcuno a rubarti l’anima? (Lascia perdere quelli che cercano di annientarla.) (Ginger - Ale) Ho ventisette anime, non mi preoccupo. Ti piacciono De Gregori e Daniele Silvestri? E tra i registi conosci Miyazaki? Probabilmente è solo mia suggestione, ma trovo che nel modo di narrare avventure, utopie, e mondi fantastici/reali siate in qualche modo splendidamente simili. (Cristiano) Mi piace De Gregori, Silvestri lo conosco meno. Miyazaki? se è quello dei cartoni animati è un grande, se no non lo conosco. Ho ritrovato in Achille piè veloce e nel dialogo fra Lello e Febo una cosa che da un bel po’ di tempo mi lascia così così... non è che si può fare gli estremisti a tutti i costi (salvo gli atteggiamenti nemmeno degni di commento di chi si pone come “alternativo per forza” senza riflettere o per conformismo o perché tanto ha il culo parato dallo studio di papà...). Insomma non è tutto bianco o tutto nero — che detta così pare anche banale — ... è vero che ci sono tante “cose” belle che sono soltanto “cose” ma sono degne di essere desiderate... perché soddisfano il lato estetico??? Alibi dietro cui nascondere bassi desideri “materiali” rifacendoti a più elevati valori??? Ma chi è che aveva rubato un Monet per tenerlo nella guardiola di una portineria??? O forse dipende da quanto sei disposto a buttare a mare i tuoi (presunti alti) ideali??? Insomma... lo sai che si tratta di “cose” ma è da ipocriti sostenere che non le desideri e che di fatto non “le usi”... anche soltanto perché belle... lo scambio di battute fra il buono e il cattivo insomma... che dico minchiate??? (Federico) No non dici minchiate ma la cosa è più complessa. I buoni e i cattivi comunque secondo me, sono tornati a esistere, perché i cattivi hanno esagerato a fare i cattivi e allora gli altri anche se non sono buonissimi, comunque sembrano buoni. Ti ho conusciuto grazie a mio padre, che dai tempi di Bar sport ti ha sempre seguito con entusiasmo e qualche annetto fa mi ha consigliato di leggere qualche tuo libro... ed ora mi ritrovo innamorata dei tuoi libri e impregnata dei loro profumi! Mio padre è di destra, destra sociale, ferito e ucciso alla sinistra, eppure ti adora... ma tu cosa ne pensi della sinistra attuale? Potrebbe davvero fare qualcosa di migliore rispetto a ciò che ha fatto Berlusconi? Ad appena 18 anni già così scoraggiata, forse, perché, a mie spese, ho scoperto che la sinistra, i suoi sindacati, proprio come la destra dice un mare di cazzate... entrambe avide di potere! Penso che l’unico pregio della sinistra sia nasconderlo meglio. (Musa***) Siete una strana famiglia. A diciotto anni comunque, è bello che tu abbia le idee chiare. Io non le ho a 56. C’è qualche possibilità di avere i tuoi primi libri e il film Musica per vecchi animali? (Baol86) Vecchia domanda. E’ difficile, chiedi aiuto al sito. Due giorni fa un mio vicino di casa ha messo nel cortile condominiale un nanetto di gesso (giuro). Con questo fanno due nanetti senz’anima che mi ritrovo tra le palle senza averli scelti. Vorrei sapere se qualcuno sa come si uccide un nanetto, intendo quello di gesso... Non dispongo di una Biancaneve stronza. (Elisabetta Orosei) Ti ho già risposto personalmente, ma ripeto. I nanetti di gesso non vanno uccisi, ma portati vicino a una ninfa di marmo, o una naiade di alabastro, o anche una bambola di lenci con cui possano fare conversazione. Il nano premier invece, che resti da solo, con la sua impotenza e la sua solitudine. Torno? (Totò) Torna, ti prego. |