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Denunciamo all’opinione pubblica l’inumano trattamento al quale sono sottoposti i calciatori della nazionale italiana in Argentina. I ventidue sono ormai da giorni rinchiusi nella prigione detta «Hotel Hindu Club», dalle strutture fatiscenti e con la piscina di soli trentatrè metri. Non possono uscire. Non possono ricevere visite, né leggere giornali, perché ciò turberebbe la loro concentrazione. Dispongono di sole due ore d’aria durante le quali sono obbligati a girare con la palla al piede. Alcuni di essi, come Cuccureddu e Facchetti, sono stati incatenati al calcio balilla. Tardelli ha dichiarato proprio ieri: «Queste polemiche mi stanno distruggendo». E’ ovvio che allude alla tortura terribile che gli infligge l’allenatore Bearzot entrando tutte le notti in camera e urlando: «Forse non giochi, gioca Zaccarelli». Altri particolari raccapriccianti: Maldera si è fatto male chiudendo una sedia a sdraio, evidentemente del tipo «vergine di ferro». Causio ha una boccarola, certo per la pessima qualità del cibo. Un rappresentante del Sindacato calciatori, l’avvocato Omar Sivori, ha chiesto di poter parlare con i detenuti, ma ha dovuto aspettare un’ora per essere ricevuto dall’allenatore Bearzot, che gli ha poi rilasciato la seguente dichiarazione: «Stanno tutti benissimo e non è vero che ci sia del nervosismo». Ma, a detta di Sivori, mentre Bearzot parlava, nel salone dell’Hindu club si sentiva disperatamente la voce furibonda di Bettega che urlava: «Se non salta fuori il mio Tex faccio un macello».
Si teme che la tensione aumenti nei prossimi giorni. Non dimentichiamo le condizioni di vita di questi calciatori: i bassi stipendi, il lavoro domenicale, gli arbitraggi contrari. Nella squadra azzurra c’è il 50 per cento di disoccupati. Ciò vuol dire che esattamente la metà dei ventidue non potrà lavorare durante i mondiali. Nei giorni scorsi c’è stata una manifestazione di protesta in cui i calciatori chiedevano l’aumento del gettone di presenza e la possibilità di giocare in diciotto. Con sette portieri, al grido di «parare tutti, parare meno». La manifestazione è stata brutalmente repressa con l’impiego di idranti.
Chiediamo alla stampa e alla tv di intervenire e di smettere di riempire le pagine con queste storie di presunti prigionieri politici argentini del regime di Videla, per interessarsi di questa ben più grave e preoccupante prigionia che rischia di distruggere il patrimonio calcistico italiano. Proponiamo quindi, per tutta la durata dei mondiali, di non dare spazio agli isterismi politici su torture, carceri speciali, e gente uccisa e scomparsa, ma di informare massicciamente e quotidianamente sulle condizioni di vita miserevoli di questi lavoratori italiani all’estero. La situazione è assai grave.
Tutti sanno che, da un giorno all’altro, i ventidue corrono seriamente il rischio di venire eliminati. Basta con le menate su Videla. Libertà per gli azzurri in Argentina! Scirea libero!
Basta con la panchina e le staffette! Ci deve essere un posto sicuro per tutti in squadra! Basta col tiranno Bearzot. Uniti sì, ma contro Platini.
Firmato: il Comitato «Forza Italia» per i mondiali in Argentina.
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