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Signore e signori, da questa parte, prego. Seguite me e la
signorina Chiodi. Iniziamo il giro turistico in pullman della
città di Roma. Guardate alla vostra destra. Ecco piazza
Venezia. È quel pezzetto di bianco che si vede tra il settimo
lancieri Montebello e il secondo celere di Padova. Notate
l’eleganza architettonica delle divise. Quei signori schierati,
tutti in maglioncino bianco con riga nera, sono agenti in
borghese. Il capitano è quello in smoking.
Ed ecco alla vostra sinistra, quella grande costruzione tutta coperta di foglie,
è il Colosseo, mimetizzato per esigenze militari.
Proseguendo, incontriamo la Fontana di Trevi, meta di tutti gli
innamorati, se buttate un soldino esso verrà catturato dalla
Marina Militare che la presidia. E ora una delle bellezze più
ammirate di Roma, piazza Navona. Potete vedere la punta
della fontana in fondo a destra, tra autoblindo e l’undicesimo battaglione corazzato.
L’autista dovrà ora rallentare
perché alcuni parà ci sono caduti sul tetto. Ed ecco Trinità
dei Monti, con i caratteristici hippy che vendono collanine
e braccialetti. Come vedete, per prevenire incidenti, sono
stati sostituiti da bersaglieri in divisa.
Ed ora faremo colazione in Trastevere, in un ristorante
tipico. I signori turisti sono pregati di scendere con le mani
alzate. Bene. Potremo ora gustare le specialità tipiche della
cucina romana. Vi verrà consegnato l’apposito vassoio militare con scomparti.
In fila per otto, e state zitti. Come? No,
signor capitano, non volevo far il furbo, signor capitano, non
volevo passare davanti, è che sono la guida. Come? No,
signor capitano, quel signore non la sta guardando con gli
occhietti ironici, è solo giapponese. Lo arresta? Faccia lei,
signor capitano. Signorina Chiodi, posto diciotto libero,
signore e signori, ecco le famose specialità romane:
maccheroni alla bromuro, bistecca di manzo argentino 1948,
insalata all’acqua. Come dice, signora Williams? L’abbacchio?
Ma dove crede di essere! Mangi tutta la carne o le do tre
giorni di consegna e le straccio il biglietto di ritorno del
Jumbo. Ed ora due passi in centro. Watanabe, stai al passo
con gli altri. Smith, dritto con quelle spalle.
Unò-pì, unò-pì,
unò-pì, front-destr! A destra vedete i Fori imperiali, causati
dall’erosione del movimento degli studenti nel continuo raccogliere sampietrini.
Questo, con ottocento carabinieri che
prevengono, è Ponte Garibaldi, dove una studentessa è caduta in circostanze oscure.
Non si fermi, signor Williams.
Peggio per lei. Fa male, eh? Dove l’hanno prevenuta?
Unò-pì, unò-pì, unò-pì, at-tenti!
Ora, disciplinatamente, sporgete
uno per uno la testa dal parapetto e guardate il Tevere. Ma
attenti, ci sono dei cecchini sotto ai ponti e degli agenti in
bikini sulle chiatte. Watanabe, non guardi troppo. Peggio
per lei. È solo un graffio, Watanabe. Signorina Chiodi, posto
ventisei libero.
E adesso, forse, potremo vedere colui che regge la città
eterna. Ora siamo sotto la sua finestra. Non fate assembramenti.
Non scattate foto. Non parlate, non tenetevi per mano. Non guardate troppo in alto se no i piloti degli elicotteri
pensano che li stiate prendendo in giro. Eccolo, si mostra
alla finestra. È il ministro Cossiga. Guardate, che fierezza.
Non indicate col dito. Ahi. No. Signor capitano, non stavo
facendo niente. Comandi, capitano. Sì, tengo gli occhi bassi.
Via tutti, non guardate. Di corsa. Unò-pì, unò-pì.
A destra il Quirinale, quelli con l’elmo sono i corazzieri.
No, non di là, non di là. Signorina Chiodi, posti nove, undici, e quattordici liberi.
Tutti vicino al pullman. Ecco: ed
ora, il programma pomeridiano. Ore 17: visita al Pantheon
con breve perquisizione. Ore 18: rivista armadietti e shopping allo spaccio delia Cecchignola. Ore 19: visita alla base
missilistica di Campo de’ Fiori. Ore 21: cena in un locale
tipico romano, «Da Beppe alla Questura», e spettacolo
folcloristico con l’interrogatorio di due avvocati democratici.
Ore 22.30: contrappello e ritirata.
Signora Williams dove va? Gliel’avevo detto di non fotografare!
Signorina Chiodi, posto quattro libero.
Salire sull’autobus, unò-pì, unò-pì, passoooooooo!
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