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E in quel tempo di Pasqua Gesù venne in una città italiana
che aveva nome Roma, e subito a lui si fecero incontro i
potenti di quella città, e gli fecero gran festa, e dissero:
«O Signore, in tuo nome abbiamo fondato un partito, che
da trent’anni governa questo paese nella pace e nella prosperità, e che tutti amano». «Lode a voi» disse il Signore
«ma cosa sono quegli strani uomini col casco in testa, e
grandi scudi, che lanciano cilindri fumanti sui giovani?»
«Signore» dissero i potenti «sono i nostri sacerdoti, che
benedicono con l’incenso le migliaia di giovani venuti a rendervi omaggio.» «Lode a voi» disse Gesù, e veduti in un
angolo alcuni storpi, e bambini segnati in viso dalla malattia, e altri pietosamente bruciati, subito cercò di raggiungerli
per guarirli. «Chi sono codesti? avvicinatemi a loro» disse.
«Signore» dissero i potenti «non val la pena. Alcuni sono
operai che imprudentemente si sporsero dall’impalcatura
nell’ebbrezza di dominare il mondo, altri furono feriti da
presse ed esplosioni di altiforni per la loro distrazione. I
bambini che tu vedi sono di un paese chiamato Seveso, ove
pare che fluidi strani abbiano ammorbato l’aria, ma è troppo presto per dirlo, e poi c’è sempre la grazia, e così per gli
altri di Porto Torres e Porto Marghera, ma il progresso
ha le sue esigenze, non si possono guarire tutti, guarda piuttosto se puoi far qualcosa per l’ulcera di Umberto Agnelli.»
E Gesù proseguì, e vide attorno a un tavolo alcune persone disputarsi un pane e un pesce, e subito si rimboccò le
maniche e tracciò un segno nell’aria e moltiplicò quaranta
pani e quaranta pesci, ma i pani erano pieni di salmonella,
i pesci di mercurio, e ci furono sedici morti e sessantaquattro
prognosi riservate, e i familiari sporsero querela. «Tu che
sai moltiplicare» dissero allora i potenti «non sprecare il
tuo talento» e lo condussero a una sezione, ove gli fecero
moltiplicare per venti le tessere della Dc napoletana. «Miracolo, miracolo» urlò un segretario «è andato vicino al
record di Gava.»
E Gesù proseguì, e vide gente che portava macigni, e camminava sulle braci ardenti, e mangiava chiodi, e ascoltava
discorsi di Moro, e chiese «che grande peccato hanno essi
da scontare?». «Signore» dissero i potenti «essi sono persone mature e responsabili che fanno sacrifici, perché senza
sacrifici non si esce dal tunnel della crisi.» E Gesù perplesso
proseguì, e incontrò una donna piangente, e ad essa stava
per avvicinarsi quando i potenti lo fermarono e dissero:
«Signore, Signore, non porre le tue mani su questa peccatrice! Essa si è resa colpevole di aborto e da tre mesi serve
al marito carne in scatola». E Gesù incontrò una schiera di
fanciulli e disse: «Lasciate che vengano a me», e subito fu
sommerso da un servizio d’ordine di sette file del Pci, dodici
di poliziotti, quattro di carabinieri e tre della finanza, e la
schiera di fanciulli fu dispersa. «Figlioli miei» disse Gesù
«questo paese non mi sembra eccessivamente giusto né felice: perché non mi fate fare qualcosa?» «Signore» dissero
i potenti «abbiamo proprio un lavoro per te.» E subito lo
presero, lo pettinarono, lo vestirono, lo truccarono e fecero
un film che costò novantaquattro miliardi, e il Vaticano
dovette vendere tutte le mansardine del centro storico.
E gli operai non volevano più scendere in piazza, e attendevano in ginocchio davanti alla televisione. «Hai visto,
Signore?» dissero i potenti «ora la situazione è tranquilla.»
E lo rimandarono indietro, con accompagnamento di banda
chiodata, e vennero provocatori dalle campagne e dalla città,
e ci furono scontri e attentati, e grande letizia, e novemila
carabinieri mentre nel cielo un elicottero indicava la strada
agli uomini di buona volontà.
E Gesù fu assunto in cielo, grazie a una lettera di Moro
per il direttore del personale dell’Alitalia.
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