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Il pretore di Viterbo ha ordinato il sequestro su tutto il territorio nazionale del film
Viaggio nell’Italia industriale, sotto
l’accusa di oscenità. Il pretore ha fatto anche sequestrare
tutti i manifesti e le locandine del film. In esse, secondo il
rapporto dei carabinieri, apparivano le seguenti scritte:
«Pornorroreconomico! Mai il cinema aveva osato tanto.
Non crederete ai vostri occhi. Bancarotte, crolli, dimissioni,
sesso, aggiotaggio, corruzione, violenza in un film di rara
intensità drammatica. Il film che vi farà dire: meglio investire in francobolli.
Vedrete tra l’altro: il crollo dell’Egam, i
dirigenti ribelli dell’Iri, la collera di Petrilli, i riti pagani
della Montefibre, il Cefis che sbrana le sovvenzioni statali,
gli insani connubi tra Iri, Eni e Efim, la cerimonia d’iniziazione in una banca democristiana, il rito pagano del bacia-Moro, gli scambi culturali tra Agnelli e Harvard, gli scambi
culturali (figurine di calcio) tra De Carolis e Washington, le
orge dell’Hilton, il professore pazzo Andreatta e la sua mostruosa teoria economica, sesso in collegio, il crack Weisscredit, la verità sulla Lockheed, il mistero della Finmare,
Credito romagnolo, il tempio del nudo: tutti scoperti.»
La trama: Roger (Enrico Maria Salerno) è un giovane
manager che si è fatto una certa fama cadendo all’indietro
dalla sedia durante un consiglio d’amministrazione Bastogi.
Egli è innamorato di Ella (ente lavorazione legno alpino),
un ente facente parte dell ’Egam, di cui è perdutamente consigliere delegato, e di cui vorrebbe diventare presidente. Ma
Ella è l’ente preferito da Einaudi (Maurizio Merli) che è
protetto dal potente Piccoli (Tomas Milian). Roger si reca
allora a Roma da Moro (Eleonora Giorgi) e chiede protezione. Moro gli risponde chiaramente e Roger non capisce
se gli ha detto che lo aiuterà, che lo ostacolerà, o se deve
uscire a comprargli delle medicine. Comunque Roger si dà
da fare. Si iscrive alla Dc, impara l’inglese e l’arabo, impara
a giocare a golf, va sempre all’Hilton, ai concorsi ippici, in
barca a vela, va alle conferenze, studia marketing, mangia
molto budget crudo e alla fine del mese vince il titolo di giovane manager del mese battendo in volata un figlio di Leone,
Luca di Montezemolo e Bitossi.
Ma Piccoli si rifiuta di lasciargli Ella, ed Einaudi si fa legare alla poltrona con 20 chili di nastro adesivo. Roger chiede aiuto a Cefis (sempre Tomas Milian) che gli dà alcuni
consigli economici. Roger li mette in atto ed entro due settimane deve vendere la macchina, la sacca da golf, i libri di
inglese, e tutto il guardaroba pesante. Solo, senza una lira e
sconsolato, tenta il suicidio comprando 2000 azioni dell’Alemagna. Salvato all’ultimo momento con dieci voti favorevoli e dieci contrari, dimentica Ella e si mette in affari con
l’Arabia. Imbosca petrolio, licenzia dipendenti e diventa ricchissimo. Ma non è felice. Un giorno viene a sapere che
l’Egam (Tomas Milian) verrà sciolto, e che Ella verrà trasformata in una succursale dell’ente termale, e il legno imbottigliato con grandi sforzi. Corre da lei. Intanto (questa è la
scena più oscena) Einaudi chiede un miliardo di liquidazione. Roger trova Ella ormai morente, con gli uffici in dissesto
e i telefoni staccati. Invano cerca di rianimarla con un’iniezione di capitale. Ella muore. Einaudi viene vicino a Roger
e dice: «È finito il tempo dei grandi boiardi, ora è il momento dei grandi giovani manager come te». E scompare,
lasciando dietro di sé un gran vuoto (2000 miliardi). Roger,
col cuore gonfio di pena, riprende a lavorare. L’ultima scena
lo mostra, col viso triste, mentre in un ristorante alla moda
arrotola spaghetti alla carbonara e poi li stipa in bocca a un
arabo (Tomas Milian).
Fin qui la trama: ma bisogna dire che il racconto è interrotto e movimentato da flashback, da inseguimenti, mandati
di cattura, colpi di scena ed esportazione di capitali, degni
del miglior Raymond Chandler. La colonna sonora è di Ennio Morricone. Gli esterni sono girati a Porto Marghera, Seveso e Porto Torres, con speciali filtri e fazzoletti davanti
alla bocca. Al film sono abbinati, a scelta, il documentario
Tarquinia necropoli etrusca o 40 diapositive di La Malfa
su una sedia a sdraio.
Alla notizia del sequestro il produttore dei film, Tarcisio
Grana, ha protestato difendendo il valore artistico dell’opera, e annunciando una serie di film economico-industriali
che appariranno sui nostri schermi nel 1977. Un kolossal
sulla storia della democrazia cristiana dal titolo Tentacoli e
un film di Tinto Brass, di cui niente si sa, se non che il protagonista maschile sarà Tomas Milian e quello femminile
un’azienda consorziata del gruppo Finmeccanica. Il pretore
di Viterbo ha annunciato che sarà, in ogni caso, spietato
anche con queste opere.
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