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È Natale. Le vetrine del centro risplendono di luci multicolori. I bambini schiacciano i nasini contro le vetrine, per
guardare i giocattoli. Un bambino schiaccia il nasone su una
vetrina della Standa lasciando una vistosa scia di moccolone, come una lumaca. Quattro commessi escono e lo arrestano. Il bambino viene identificato per E.C., calabrese, dedito
alle droghe dure. (In tasca aveva un pezzo di torrone.) Nevica: fili d’argento si tendono tra terra e cielo. In barba alla
crisi, tutti comprano regali, perché ormai il Natale è l’ultimo valore che ci resta. Un signore rosso in viso, stracarico di
pacchetti e pacchettini, urla con tono di sfida «chi ha detto
che Bulova è caro?». «Teppisti!» gli risponde un coro di
consumatori. L’aria sa di solidarietà, ottimismo, e sali da
bagno.
Un’ombra velocissima schizza nel traffico del centro. È il
pensiero del Santo Padre che in questo giorno di letizia corre
ai poveri. Dal Vaticano giunge la notizia che alcuni giovani
hanno autoridotto una messa trasformandola in un’autorimessa e riempiendo la basilica di motorini. Costernazione
del Santo Padre. Al presepe vivente di Pescasseroli Fanfani
ha ottenuto la parte del Bambino Gesù. Tutto è rigorosamente storico, ad eccezione della cometa annunciatrice che è
stata sostituita da un ufficio stampa di sedici fedelissimi.
Al cenone governativo, sotto l’albero di Natale, tutti
aspettano i doni che hanno chiesto. Zaccagnini la diccì nuova. Cossiga la stella da sceriffo, Gava la zona sud di Chicago. Agli industriali, una busta con i soldi, se no magari si
corre il rischio di regalare qualcosa che hanno già.
«Si mangia, si mangia» annuncia Andreotti, e i democristiani ululano secondo una tradizione che si tramanda
di padre in figlio. È a questo punto che Berlinguer s’intrufola e di nascosto mette sotto il piatto di Andreotti una letterina, tutta rilucente di porporina d’oro. La lettera dice
«Caro Bambino Gesù. Perché un altro Natale con la Dc?».
Giulio s’indigna. Diavolo! Ma senza la Dc non ci sarebbe
Natale. Che senso avrebbe la festa se non ci fosse la Dc a
mantenere ingiustizia e malgoverno?
Come faremmo a sentirci caritatevoli guardando chi è più disgraziato di noi? Dovremmo dire «in questo giorno di letizia il nostro pensiero
corre tuttavia ai nostri industriali lontani» oppure «la nostra gioia non deve farci dimenticare le nuove e moderne
case del Friuli»? Dove va a finire lo spirito natalizio senza
i poveri? Ci avete tolto tutti i valori, volete toglierci anche
la beneficenza?
Berlinguer sta zitto. Si vede che avrebbe voglia di astenergliene quattro. Ma è troppo Natale.
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