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Pochi sanno che la Democrazia cristiana, nella sua ansia di rinnovamento e di modernità, ha affidato la sua campagna elettorale a una agenzia di pubblicità americana, la Pan-Merryl. Siamo riusciti a entrare in possesso di alcuni documenti segreti, in cui la Pan-Merryl espone le linee della campagna «Un volto tutto nuovo per la Dc».
Comizio d’apertura campagna elettorale
Apre sfilata di majorettes e frati degli ordini minori. Arrivo di Fanfani, Forlani, Moro e Zaccagnini alla guida di quattro rombanti moto giapponesi.
Primo a balzare sul palco sarà l’onorevole Moro, con blue-jeans attillatissimi e i capelli ancora scompigliati dalla corsa. L’onorevole dovrà raccontare con la consueta verve quattro o cinque barzellette. Si consigliano barzellette sui pappagalli, vecchie di almeno 60 anni, per non scioccare l’elettorato moderato. Secondo a salire sarà l’onorevole Forlani. Forlani
intratterrà il pubblico con un monologo sui Corpi separati, che non si riferisce al Sid, ma alla più moderna e ponderata proposta democristiana per risolvere il problema dell’aborto.
Seguirà l’onorevole Fanfani, vestito da cow-boy, oppure con le orecchione nere da Topolino, secondo l’età media del pubblico. L’onorevole Fanfani canterà «I’m easy» (sono disponibile) accompagnandosi con una chitarra a transistor e il pubblico, vinto l’iniziale ribrezzo, lo seguirà in coro.
Per ultimo l’onorevole Zaccagnini, preceduto dallo striscione «Zac l’uomo più onesto del mondo». L’onorevole si farà chiudere dentro a un supermercato pieno di ogni ben di Dio, e ne uscirà, otto ore dopo, dopo aver fregato solo una bustina di origano, tra l’entusiasmo generale. Seguiranno un assolo di Donat-Cattin alla batteria, un complesso di fanfaniani che canterà una fantasia di successi del loro leader, e Umberto Agnelli che fa il rumore della 124 con la bocca.
Gran finale con un gruppo di seguaci di Zaccagnini che canterà «Bella ciao», mentre 50 giovani forzanovisti riusciranno a entrare in una cabina telefonica e 50 morotei in
un organigramma Rai. Verranno regalati ciondoli, tartufi giganti, fanfaniani di gomma sempre-in-piedi, polenta e salsiccia, palloncini e posti in enti pubblici. Verranno lasciati
liberi stormi di piccioni e di fascisti.
Situazione quadri personale
Necessario un energico ringiovanimento. Non potrà più presentarsi alla camera chi abbia più di cinque legislature, o non sia in grado di mangiare il semolino senza sporcarsi, o si ricordi di essere andato a rane con Malagodi. Al Senato saranno ammessi candidati più anziani, anche imbalsamati o impagliati, in rappresentanza delle migliaia di morti iscritti nella Dc napoletana.
Importante
Si consiglia di inserire nelle liste, come indipendenti, alcuni candidati cattolici.
Linguaggio
Il linguaggio elettorale deve essere secco e immediato. Ottima l’idea delle abbreviazioni (esempio Zac per Zaccagnini) bene Fan per Fanfani, Cicca per Ciccardini, Pik per Piccoli. Si proibisce invece di chiamare Bis Bisaglia, perché uno è anche troppo. Prima di chiamare Rum l’onorevole Rumor accertarsi che nelle vicinanze non stazioni il senatore Saragat.
Si consiglia, per l’efficacia del messaggio, di condensare alcune circonlocuzioni democristiane con parole-chiave. Esempio: noto per le sue amicizie con alcuni importanti e
discussi personaggi della vita siciliana. Coinvolto suo malgrado in una oscura vicenda di irregolarità amministrative, e cosi via.
Manifesti
Evitare i manifesti che coinvolgono troppo l’elettore. Esempio, quello dei liberali, dove è scritto: «Voterai liberale perché» e sotto uno spazio bianco dove l’elettore deve scrivere il perché della sua scelta. Dagli ospedali di tutta Italia giungono in continuazione segnalazioni di vecchi signori portati via in coma dopo tre giorni passati in piedi davanti
al manifesto con un pennarello in mano. Sulle barelle, molti continuano a gridare: «Fatemici pensare ancora un po’».
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